La Ugl chimici torna a sollevare con forza la questione dello stabilimento Alcantara di Narni, annunciando un nuovo fermo di alcuni impianti previsto per una decina di giorni nel corso del mese di febbraio 2026. La notizia giunge a pochi giorni dal rientro dei lavoratori da un periodo di cassa integrazione che ha già caratterizzato l’avvio del nuovo anno, aggravando ulteriormente una situazione produttiva e occupazionale che il sindacato descrive come «tutt’altro che rosea».
Il sito industriale nel Narnese, che garantisce impiego a centinaia di persone, si trova nuovamente al centro di una crisi che, secondo la Ugl chimici, presenta caratteri di continuità rispetto all’anno precedente. Il fermo impianti, oltre a comportare un blocco della produzione, genera quella che il sindacato definisce una situazione di over capacity del personale, ovvero un eccesso di manodopera rispetto alle esigenze operative durante il periodo di stop, con conseguenze dirette sulla gestione delle risorse umane e sui livelli retributivi dei dipendenti.
Nel comunicato diffuso dall’organizzazione sindacale si legge che «gennaio 2026 è iniziato con un nuovo periodo di cassa integrazione, al rientro dalla quale è giunta la notizia di un nuovo fermo di alcuni impianti previsto per una decina di giorni nel mese di febbraio». Una sequenza di eventi che, secondo la Ugl chimici, non lascia spazio a interpretazioni ottimistiche: «L’anno appena iniziato lascia presagire scenari ancora più cupi di quello appena trascorso».
Problemi strutturali irrisolti
Ciò che preoccupa maggiormente il sindacato non è tanto il singolo episodio di fermo tecnico, quanto la persistenza di criticità strutturali che nessuna misura correttiva sembra aver affrontato in modo efficace. La Ugl chimici parla esplicitamente di «problemi produttivi, organizzativi e gestionali» come più volte segnalati in passato, sottolineando come questi continuino a «impattare negativamente sulla marginalità» dell’impianto.
L’accusa di fondo mossa all’azienda è quella di un immobilismo gestionale che rischia di aggravare ulteriormente una situazione già fragile. Secondo il sindacato, «nulla di nuovo sembra stia avvenendo nella gestione delle problematiche interne», un giudizio che suona come una bocciatura della strategia adottata dalla direzione dello stabilimento fino ad oggi.
La richiesta di un cambio di rotta
Di fronte a questo quadro, la Ugl chimici non si limita alla denuncia, ma avanza con forza la richiesta di un intervento radicale sulla gestione del sito. Il sindacato ribadisce «l’assoluta necessità di un cambio di rotta, visione e gestione atta a garantire stabilità, equilibrio e ripresa di questo sito produttivo». Al centro della preoccupazione sindacale non vi sono soltanto le dinamiche industriali, ma soprattutto le ricadute sociali: «centinaia di famiglie», si sottolinea nel comunicato, dipendono economicamente da questa realtà produttiva, e la loro serenità è direttamente legata alla solidità dello stabilimento.
Il caso Alcantara Narni si inserisce in un contesto più ampio di difficoltà che il comparto chimico-industriale italiano sta attraversando, con stabilimenti che faticano a mantenere i livelli occupazionali e la competitività in un mercato sempre più sfidante. La situazione del sito narnese rimane sotto stretta osservazione sindacale, con la Ugl chimici che si prepara a monitorare gli sviluppi nelle prossime settimane.
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