La Polizia Stradale di Orvieto, in coordinamento con la Squadra Mobile della Questura di Firenze, ha fermato due giovani sull’autostrada A1 in prossimità di Orvieto, ritenuti responsabili di una truffa ai danni di una coppia di coniugi novantenni residenti a Firenze. Il colpo, messo a segno con il collaudato schema del falso carabiniere, ha fruttato un bottino stimato intorno ai 20mila euro in oro e preziosi. I due fermati, un ragazzo di 22 anni e un minorenne di 17, sono stati bloccati poco dopo aver lasciato il capoluogo toscano, con il maltolto ancora nascosto nell’abitacolo.
Il raggiro del falso carabiniere: come funziona la truffa
Il modus operandi adottato ricalca uno schema tristemente noto alle forze dell’ordine. Uno dei due coniugi ha ricevuto una telefonata da un individuo che si spacciava per un ufficiale dell’Arma dei Carabinieri, il quale sosteneva che l’automobile di famiglia fosse stata utilizzata per commettere una rapina. La vittima veniva quindi invitata a recarsi urgentemente presso un comando di polizia per fornire chiarimenti, mentre un secondo soggetto — descritto come un carabiniere in borghese — si sarebbe presentato a breve presso l’abitazione per ritirare denaro e gioielli a titolo di fantomatica “cauzione”.
Attenendosi scrupolosamente alle istruzioni ricevute, uno dei coniugi si è presentato alla Polizia Ferroviaria di Santa Maria Novella a Firenze, dove ha esposto le ragioni della propria visita. Gli agenti hanno immediatamente riconosciuto la dinamica di una truffa in corso e hanno allertato senza indugio la Squadra Mobile fiorentina.
L’intervento coordinato e il fermo sull’A1
Nel frattempo, gli operatori della Mobile individuavano un’automobile che, proprio nei momenti della telefonata truffaldina, veniva segnalata allontanarsi dai pressi dell’abitazione della coppia anziana. Le informazioni venivano diramate via radio a tutte le pattuglie in servizio sul territorio.
È stata una pattuglia dei motociclisti della Polizia Stradale di Orvieto a intercettare il veicolo segnalato sull’autostrada A1, fermandolo già in prossimità del casello orvietano. A bordo si trovavano i due giovani, le cui dichiarazioni sul luogo di provenienza e sulle motivazioni del viaggio risultavano contraddittorie e prive di riscontro.
Il ritrovamento del bottino e dell’hashish
L’approfondimento dei controlli ha portato al ritrovamento del bottino all’interno dell’autovettura, dove era stato occultato con cura. Gli agenti hanno recuperato l’intero ammontare dei gioielli e oggetti preziosi sottratti agli anziani coniugi fiorentini, per un valore complessivo di circa 20mila euro, nonché 15 grammi di hashish.
Il minorenne di 17 anni, riconosciuto dalle vittime come il soggetto che si era presentato presso la loro abitazione fingendosi carabiniere e al quale erano stati materialmente consegnati i preziosi, è stato arrestato e posto a disposizione del Tribunale per i Minorenni di Perugia. Il maggiorenne di 22 anni è stato invece denunciato in stato di libertà.
Vittime anziane: un fenomeno in crescita
Il caso di Firenze si inserisce in un quadro più ampio di truffe ai danni di persone anziane che vede le forze dell’ordine impegnate su tutto il territorio nazionale. Lo schema del finto militare o del finto funzionario pubblico è tra i più frequenti, in quanto fa leva sulla buona fede e sul timore reverenziale delle vittime nei confronti delle istituzioni. La tempestività dell’intervento della Polizia Ferroviaria di Santa Maria Novella e la reazione coordinata della Squadra Mobile hanno in questo caso consentito il recupero integrale del maltolto e il fermo dei presunti autori nel giro di pochissime ore.