Caro-energia, Confsal chiede condizioni competitive per il futuro di Ast

Il sindacato richiama istituzioni e governo sulle condizioni necessarie per sostenere investimenti, occupazione e futuro dello stabilimento siderurgico ternano.

La Segreteria Regionale CONFSAL Umbria interviene sul futuro di Acciai Speciali Terni (AST) chiedendo che il percorso di transizione industriale sia accompagnato da condizioni energetiche competitive. La posizione è stata espressa nell’ambito del monitoraggio dell’Accordo di Programma AST, che coinvolge Governo, Regione Umbria, Comune di Terni, azienda e organizzazioni sindacali.

Secondo il sindacato, lo stabilimento ternano rappresenta un asset strategico per l’economia regionale e per il settore siderurgico nazionale, ma il raggiungimento degli obiettivi di innovazione e riduzione delle emissioni richiede interventi concreti sul fronte dei costi energetici.

Investimenti AST e nodo dell’energia

Nel documento diffuso dalla CONFSAL Umbria viene evidenziato il valore degli investimenti già programmati da Acciai Speciali Terni, con circa 550 milioni di euro previsti dal 2022 e oltre 500 milioni già avviati.

A queste risorse si aggiungono interventi dedicati ad ambiente e sicurezza, considerati elementi centrali per il miglioramento dello stabilimento e dei processi produttivi.

Restano però legati alle condizioni future alcuni ulteriori investimenti, tra cui il progetto relativo all’acciaio magnetico. Secondo il sindacato, tra i principali fattori di incertezza figura il costo dell’energia, particolarmente rilevante per un impianto caratterizzato da elevati consumi elettrici.

La CONFSAL sottolinea infatti che la competitività del settore siderurgico dipende anche dalla possibilità di sostenere i processi di trasformazione industriale in un quadro economico sostenibile.

La transizione energetica e la competitività della siderurgia

Il tema centrale sollevato dal sindacato riguarda il rapporto tra decarbonizzazione, investimenti industriali e costi energetici.

Secondo la CONFSAL Umbria, se l’industria europea è chiamata a procedere verso una maggiore elettrificazione dei processi produttivi e una riduzione delle emissioni, devono essere create condizioni che consentano alle aziende italiane di competere con gli altri Paesi europei.

Nel documento viene evidenziato il rischio che costi energetici elevati possano incidere sulla capacità delle imprese di investire, con possibili conseguenze sulla competitività industriale e sull’occupazione.

Per il sindacato, quindi, la transizione industriale deve essere sostenuta da strumenti capaci di accompagnare concretamente le aziende nel cambiamento, evitando che gli obiettivi ambientali producano effetti negativi sul sistema produttivo.

Il ruolo delle istituzioni e gli interventi previsti

La CONFSAL Umbria valuta con attenzione il percorso indicato dalla Regione Umbria sul fronte energetico e industriale.

Tra gli strumenti citati figurano il tavolo tecnico sulle grandi derivazioni idroelettriche, il cronoprogramma collegato alla scadenza delle concessioni prevista nel 2029, l’accelerazione delle procedure per la centrale di Pentima e il sostegno alle misure nazionali ed europee dedicate alla competitività della siderurgia.

Particolare attenzione viene inoltre posta alla riduzione dei costi legati al rottame ferroso, elemento rilevante per il comparto siderurgico.

Secondo il sindacato, questi interventi rappresentano passaggi importanti ma devono tradursi in tempi rapidi in risultati concreti per garantire stabilità e prospettive allo stabilimento ternano.

Accordi di programma e tempi certi

La posizione della CONFSAL Umbria riguarda anche il metodo con cui devono essere attuati gli accordi industriali.

Il sindacato chiede che gli accordi di programma siano accompagnati da tempi definiti, strumenti operativi e verifiche periodiche, così da monitorare il raggiungimento degli obiettivi stabiliti.

Secondo la segreteria regionale, sostenere AST significa tutelare non solo la produzione industriale, ma anche innovazione, occupazione, salute e sicurezza dei lavoratori, oltre alla qualità degli impianti e alle prospettive economiche del personale.

La richiesta rivolta alle istituzioni è quindi quella di considerare il costo dell’energia come una priorità nell’agenda nazionale sulla transizione industriale.

Il futuro dello stabilimento ternano

Per la CONFSAL Umbria, gli investimenti già realizzati dimostrano l’esistenza di una prospettiva industriale per Terni, ma il consolidamento del percorso richiede decisioni rapide e condizioni competitive.

Il sindacato ribadisce la necessità di trasformare gli impegni assunti nell’ambito dell’Accordo di Programma AST in risultati verificabili, attraverso un coordinamento tra istituzioni, azienda e rappresentanze dei lavoratori.

Il confronto sul futuro di Acciai Speciali Terni resta quindi legato alla capacità di garantire energia a costi sostenibili e strumenti adeguati per accompagnare la trasformazione del settore siderurgico.

Redazione

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