Giorgio Barchiesi, meglio noto come Giorgione, è tornato a Tic Festival ma stavolta in una veste nuova. Intervistato da Diego Diomedi, giornalista esperto di food si è raccontato partendo dalle sue origini borghesi: “Proprio perchè ero ricco ho iniziato ad avere un pensiero laterale su certe cose – ha spiegato – compreso il voler fare prima l’istituto agrario, che i miei consideravano la scuola degli zappatori e poi veterinaria. Ma la passione è sempre stata la cucina”.
I viaggi, dunque. I primi lavori come consulente per alcuni brand, poi l’Umbria. Dove l’oste romano arrivò appunto per studiare veterinaria e dove poi è tornato per accettare la sfida di amici e recuperare un ristorante, che ora è diventato quello che è tuttora, a Montafalco: “Nei miei due locali ci sono sempre – dice- perchè la gente purtroppo vuole vedere me che ormai mio malgrado sono un personaggio”.
E poi il rispetto (“Ho mandato via dei clienti che avevano insultato il mio cameriere con la pelle scura e una donna che aveva fatto sedere il cane a tavola”) ma anche la sua teoria sul cibo: “Il cibo non è trattativa. Molti bambini non mangiano perchè gli offri la possibilità di scegliere, per esempio fra merendine e pane col pomodoro. Nel mio ristorante c’è un menù fisso, a prezzo fisso. La quantità la puoi scegliere, cosa mangi no”. E ai nostri microfoni ha parlato anche degli “sdigiunini” che l’hanno reso celebre…