Errore medico a Terni: risarcimento e chiusura del caso con il rito abbreviato

Dopo l'intervento odontoiatrico lesivo, il medico opta per il pagamento ridotto e chiude il procedimento della Corte dei Conti

Giudice

Un intervento odontoiatrico eseguito nel 2015 presso l’ospedale ‘Santa Maria’ di Terni ha avuto conseguenze permanenti per una paziente, che ha riportato la lesione del nervo alveolare inferiore e del nervo mentoniero. L’operazione, finalizzata all’estrazione di un dente, ha causato un deficit neurosensitivo permanente, con perdita di sensibilità nella parte sinistra del labbro inferiore e nelle aree dentali e gengivali adiacenti.

La sentenza civile e il risarcimento

A seguito dei danni riportati, la paziente ha avviato un’azione civile contro l’azienda ospedaliera, ottenendo nel dicembre 2020 una sentenza favorevole presso il Tribunale di Terni. Il giudice ha riconosciuto la responsabilità dell’ospedale, condannandolo a un risarcimento di 28.947 euro per i danni fisici subiti dalla donna.

Tuttavia, l’attenzione della magistratura contabile si è poi spostata sul singolo medico responsabile dell’intervento, ritenuto colpevole di una condotta imprudente. Secondo la procura regionale della Corte dei Conti dell’Umbria, il professionista avrebbe omesso la prescrizione di un dental scan preoperatorio, un esame che avrebbe potuto evidenziare i rischi dell’intervento e consentire di adottare le dovute precauzioni per evitare il danno.

Il procedimento contabile e la scelta del rito abbreviato

Il medico è stato quindi citato a giudizio dalla Corte dei Conti, a cui è stata contestata la somma di 28.947 euro, corrispondente all’ammontare del risarcimento liquidato dall’ospedale alla paziente. Davanti a questa prospettiva, il professionista ha deciso di ricorrere al rito abbreviato, uno strumento previsto dalla normativa contabile che consente la chiusura agevolata del giudizio mediante il versamento della metà della somma richiesta.

La richiesta è stata accolta lo scorso gennaio dalla Corte dei Conti dell’Umbria, con il consenso della procura, portando così alla liquidazione della cifra ridotta di 14.473 euro tramite bonifico bancario. Con il pagamento, il procedimento contabile si è ufficialmente concluso, ponendo fine alla vicenda giudiziaria.

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