Con l’inizio del nuovo anno, la Cisl dell’Umbria, guidata dal segretario generale Angelo Manzotti, ha delineato il programma di azione sindacale per il 2024. Durante la conferenza stampa del 3 gennaio, il segretario regionale Angelo Manzotti ha sottolineato che l’obiettivo sarà quello di “proporre un’agenda sociale, attivando un confronto basato sulla concertazione con le istituzioni”. L’approccio è stato condiviso dai segretari confederali Simona Garofano, Gianluca Giorgi e Riccardo Marcelli, con lui presenti alla conferenza stampa.
La Cisl ha messo in evidenza diverse aree chiave, tra cui lavoro, formazione, sanità, servizi, sicurezza e contrattazione. Manzotti ha sottolineato la necessità di un intervento decisivo nel settore sanitario, enfatizzando l’importanza di affrontare le liste d’attesa e di avviare un dibattito costruttivo sul Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (Pnrr). “È arrivato anche il momento di pensare in grande con un istituto della ricerca (Irccs) tutto umbro,” ha aggiunto Manzotti, sottolineando i potenziali benefici in termini di finanziamenti e attrattiva del sistema sanitario regionale.
Per quanto riguarda il lavoro, la Cisl ha evidenziato la precarietà e i bassi salari in Umbria, con un’enfasi particolare sulla disparità retributiva rispetto alle altre regioni del centro-nord. “Se paragoniamo l’Umbria alla media delle regioni del centro nord, si registra un meno 3800 euro annui,” ha affermato Manzotti. Una soluzione proposta è l’estensione della contrattazione di secondo livello, attualmente limitata al 30% della forza lavoro. Ciò in contesto regionale dove oltre al lavoro povero c’è anche una denatalità preoccupante. “A fronte di 6 persone anziane – è stato precisato-, in Umbria c’è un solo bambino”.
La Cisl Umbria punta anche a incentivare le imprese che adottano pratiche di contrattazione avanzate e che prestano attenzione alla sicurezza sul lavoro. “La formazione deve rivolgersi a tutti: lavoratori, giovani e imprenditori,” ha precisato Manzotti, sottolineando l’importanza di un cambiamento culturale per promuovere la sostenibilità in tutti gli ambiti, economico, sociale ed ambientale. “L’Umbria come capitale della sostenibilità. È l’auspicio per questo appena iniziato 2024,” ha concluso il segretario.