La riqualificazione del Rio Grande di Amelia arriva in Parlamento

Interrogazione di Bonelli e Piccolotti su un'operazione di presunta riqualificazione ambientale, che ha comportato l'abbattimento indiscriminato di numerosi alberi e arbusti lungo il corso d'acqua.

Europa Verde Umbria ha recentemente denunciato il controverso intervento eseguito sul Parco Fluviale Urbano del Rio Grande di Amelia, un’area protetta e di rilevante interesse ambientale. L’interrogazione parlamentare presentata dai deputati Angelo Bonelli ed Elisabetta Piccolotti  solleva preoccupazioni per i danni causati al fragile ecosistema della zona.

La vicenda riguarda un’operazione di riqualificazione ambientale, che secondo AVS ha comportato l’abbattimento indiscriminato di numerosi alberi e arbusti lungo il corso d’acqua. Invece di prevenire il rischio idrogeologico, come dichiarato nelle intenzioni del progetto, l’intervento ha compromesso gravemente la vegetazione riparia, fondamentale per la stabilità dell’habitat. Le sponde del Rio Grande sono state, di fatto, “desertificate”, come dichiarato dai responsabili regionali di Europa Verde e Sinistra, Gianfranco Mascia e Fabio Barcaioli.

Il Rio Grande, considerato un simbolo naturale della città di Amelia, fa parte della rete Natura 2000, che tutela i siti di interesse comunitario e le zone di protezione speciale. “L’intervento ha messo in pericolo la biodiversità e la stabilità idrogeologica dell’area, compromettendo la sopravvivenza di specie protette”, scrivono Bonelli e Piccolotti

Le preoccupazioni sono state espresse non solo dai rappresentanti politici, ma anche da cittadini e associazioni ambientaliste locali. Europa Verde ha chiesto ai Ministeri dell’Agricoltura e dell’Ambiente di verificare la conformità dell’intervento alle normative vigenti e di adottare misure urgenti per il ripristino dell’ecosistema. L’obiettivo è garantire la protezione del territorio e la sicurezza idraulica, che secondo i promotori dell’interrogazione sono state messe a rischio da scelte progettuali inappropriate.

«Non è accettabile sacrificare l’ambiente in nome di interventi che, invece di ridurre i rischi, aumentano il pericolo di erosione e frane», hanno concluso Mascia e Barcaioli. Europa Verde non intende fermarsi finché non saranno adottate misure concrete per riparare i danni e prevenire ulteriori interventi dannosi in aree protette.

Redazione

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