La chiusura del capitolo relativo allo stato di dissesto finanziario del Comune di Terni segna la trasformazione della città e anche la conclusione dello stato di crisi finanziaria che ha avvolto l’ente per anni. Questo sviluppo è frutto del lavoro congiunto di Giulia Collosi, Eleonora Albano e Massimiliano Bardani, dell’Organo straordinario di liquidazione, i quali hanno messo la firma su un documento che rappresenta una svolta per l’amministrazione comunale.
Si giunge a questo punto dopo un percorso lungo quasi sei anni, iniziato il 1° marzo 2018 con la dichiarazione ufficiale di dissesto, ad opera dell’allora commissario straordinario Antonino Cufalo. Ora, i dati aggiornati rivelano un quadro finanziario in graduale ma costante miglioramento. Le cifre parlano chiaro: l’attivo ammonta a 88,2 milioni di euro, con un incremento di 6,5 milioni rispetto alle previsioni di fine 2022, mentre il passivo si attesta a 86,1 milioni, con una riduzione dovuta principalmente ai costi associati alla gestione della liquidazione.
L’ammontare dei debiti ammissibili alla liquidazione si è invece elevato a 62,3 milioni di euro, mostrando un aumento di 5 milioni rispetto alle stime iniziali. Ciò ha portato a una differenza positiva di 22,9 milioni, leggermente superiore rispetto alla situazione di fine 2022. La chiusura del rendiconto di liquidazione ha comportato anche la chiusura del conto di cassa, con il conseguente riversamento delle giacenze.
La vera novità, tuttavia, riguarda i debiti ammessi alla massa passiva, che al 10 gennaio 2024 ammontavano a 60,7 milioni di euro, più della metà dei quali (33,2 milioni) non sono stati oggetto di transazione. Questa situazione ha imposto all’Organo di liquidazione la necessità di accantonare le somme corrispondenti ai debiti non transati, restituendo al Comune di Terni le risorse finanziarie disponibili.
Tra i dettagli tecnici emergono anche cifre specifiche: 3,4 milioni di euro destinati all’accantonamento per i debiti non trattati e 12,3 milioni legati al contenzioso ancora pendente. Un dato curioso è il mancato trasferimento al Comune delle giacenze vincolate, mai passate all’Organo di liquidazione.
La gestione dei documenti liquidatori è stata infine trasferita al Comune, con la ricezione ufficiale da parte della dottoressa Grazia Marcucci, responsabile della direzione attività finanziarie. Questo passaggio sancisce ufficialmente la fine del periodo di dissesto e la cessazione delle attività dell’Organo di liquidazione, un cambio di rotta già comunicato ai revisori dei conti e al sindaco Stefano Bandecchi.
Non mancano le implicazioni politiche: Francesco Filipponi, capogruppo Dem, ha sottolineato la necessità di un dibattito in consiglio comunale per aggiornare il bilancio previsionale 2024 alla luce dei nuovi sviluppi. Filipponi ha inoltre esortato l’amministrazione comunale a valutare iniziative volte a ridurre le aliquote e le addizionali Irpef, in segno di un impegno concreto verso la risoluzione delle questioni finanziarie ancora aperte.