Un monologo breve ma intenso, accompagnato da poche significative canzoni che hanno scandito la sua carriera. Proprie (“L’uomo di ieri”, che segna il suo debutto a Sanremo nel 1986; ma anche “Volo così” del 1996), ma anche di altri (“Dio come ti amo” di Modugno, che ha più volte coverizzato e “Because the night” di Patti Smith).
Paola Turci ha incantato il pubblico del Teatro Secci per il Concerto di San Valentino, che però appunto era un recital, per la precisione la trasposizione teatrale della sua biografia “Mi amerò lo stesso” l’artista romana, 60 anni il prossimo settembre, ripercorre le fasi della sua vita, dai primi amori alla grande voglia di cantare, sino al successo che arriva (nel 1989 vince Sanremo nella sezione Emergenti con “Bambini”), il fidanzamento col tennista Paolo Canè che la fa entrare nel mondo del gossip e la stordisce e quel brutto incidente che è lo spartiacque della sua carriera.
Il giorno di ferragosto del 1993, mentre è in Calabria di ritorno da un concerto, controlla il cellulare, perde il controllo dell’auto che sta guidando e va a sbattere: 12 interventi le salvano l’occhio destro e il volto riceverà 100 punti di sutura.
Paola Turci in versione inedita, con vena quasi da stand up comedian e strappa persino qualche sorriso. Si canta poco, questo è vero ma si apprezza la scelta artistica di una cantante che si mette a nudo: canta voce e chitarra o addirittura acappella, come nel caso dell’esecuzione di “Volvér” che apre lo spettacolo. E se in avvio scherza col pubblico (“Quando esce il mio nuovo disco? Quando è pronto”), conclude con uno dei più grandi insegnamenti che la vita le ha regalato: qualunque cosa accada…mi amerò lo stesso.
Lo spettacolo era organizzato dall’associazione Terni Città Futura insieme all’associazione Argoo. In platea, fra gli altri, il compositore Giuseppe Anastasi, che ha firmato la produzione dell’ultimo singolo della cantante, “Caramella”, che segna il suo debutto da indipendente.
