Nuovo ospedale, Cgil contro il project financing

L'organizzazione sindacale esprime la propria preoccupazione per l'approccio adottato, evidenziando come simili iniziative in passato abbiano generato notevoli problemi economici

La questione riguardante l’edificazione di un nuovo ospedale a Terni, finanziato attraverso capitali privati da rimborsare con interessi, solleva dubbi e perplessità. La Cgil di Terni mette in evidenza l’anomalia della scelta per la città, unica in Umbria a dover percorrere questa strada, nonostante i contributi fiscali dei cittadini ternani abbiano supportato la realizzazione di altre strutture ospedaliere nella regione, come quelle di Perugia, Città di Castello, Foligno, Pantalla. La sindacale locale sottolinea come l’opzione del “project financing” sia stata precedentemente scartata dall’Azienda ospedaliera di Terni per le numerose incertezze legate al contesto finanziario.

L’organizzazione sindacale esprime la propria preoccupazione per l’approccio adottato, evidenziando come simili iniziative in passato abbiano generato notevoli problemi economici, costringendo a un ritorno ai finanziamenti pubblici. La preferenza per un finanziamento a debito, piuttosto che per uno coperto interamente da fondi statali, appare incomprensibile alla Cgil, vista l’assenza di implicazioni finanziarie aggiuntive per la comunità.

Prima di procedere con tale iniziativa, la Cgil auspica che la Regione Umbria valuti con attenzione il progetto, proponendo poi la richiesta di un finanziamento pubblico a supporto della nuova struttura ospedaliera di Terni. Persistono interrogativi non ancora risolti riguardo la capacità, la localizzazione e le modalità operative dell’ospedale durante il periodo di transizione, mantenendo al contempo elevati gli standard di qualità.

La sindacale critica le promesse elettoralistiche prive di sostanza, citando le recenti dichiarazioni del sindaco di Terni che, nonostante gli annunci, non hanno portato all’apertura del nuovo ospedale. La Cgil sottolinea la necessità di una pianificazione efficace, finora assente, per garantire il diritto alla salute in linea con l’articolo 32 della Costituzione, attraverso un impegno pubblico e soluzioni adeguate alle esigenze del territorio.

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