Crisi Alcantara, altri 37 contratti in scadenza, Ugl: “Scenario impensabile, dichiaravano tante assunzioni”

La dura nota dei chimici del sindacato di fronte alla difficile situazione dello stabilimento narnese: "Serve un cambio di rotta sotto il profilo organizzativo, produttivo e gestionale"

La situazione lavorativa presso lo stabilimento dell’Alcantara a Nera Montoro sta attraversando una fase critica che solleva serie preoccupazioni tra i lavoratori e i rappresentanti sindacali. In un contesto già difficile, segnato da un precedente periodo di cassa integrazione a fine febbraio, si preannuncia una nuova fase di inattività lavorativa, che dal prossimo lunedì interesserà diversi settori dell’impianto fino al primo aprile. “Questa situazione”, sottolinea la Ugl Chimici di Terni, “è ancora più allarmante considerando l’impatto sull’occupazione. Già alla fine del 2023, ben 32 contratti a termine non sono stati rinnovati”.

Durante un recente incontro a Confindustria Terni, la direzione aziendale ha reso noto che altri “37 contratti in scadenza a fine mese subiranno la stessa sorte”, un annuncio che ha destato ulteriori preoccupazioni. Tuttavia, è stato raggiunto un accordo che “potrebbe consentire il rientro dei 69 contratti non rinnovati, qualora le condizioni produttive lo permettano e si presenti la necessità occupazionale”.

L’Ugl Chimici non nasconde la propria delusione di fronte all’attuale scenario: “Ciò che più ci colpisce è vivere uno scenario impensabile fino a pochi anni fa, quando con l’annuncio dell’investimento per l’aumento della capacità produttiva si evocavano scenari idilliaci con centinaia di assunzioni”. La realtà attuale, però, è ben diversa: “Ci ritroviamo in uno scenario totalmente opposto, dove il calo degli ordinativi, dichiarato dall’azienda, specialmente nel settore automotive, si somma a problematiche interne che abbiamo più volte evidenziato”.

Secondo il sindacato, l’investimento che doveva essere la “panacea di tutti i mali” si è trasformato in “una spada di Damocle sulla testa di tutti i lavoratori”. In questo contesto difficile, l’Ugl Chimici richiede “un cambio di rotta sotto il profilo organizzativo, produttivo e gestionale”, lamentando l’assenza di segnali in questa direzione e criticando alcune figure aziendali per aver “voluto far ricadere sui lavoratori la responsabilità della situazione attuale”.

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