La situazione delle carceri italiane raggiunge livelli critici, come evidenziato dal recente rapporto di Antigone, un’associazione che tutela i diritti dei detenuti. Il tasso di affollamento a livello nazionale è del 119,3%, un dato allarmante che sottolinea la grave carenza di spazio e risorse. L’Umbria emerge come la regione con il più alto numero di isolamenti disciplinari, particolarmente nel carcere di Capanne, dove la media raggiunge 117,91 provvedimenti per 100 detenuti.
La situazione è preoccupante anche in termini di presenza di detenuti stranieri e carenza di personale, con Perugia che registra un 59,6% di detenuti stranieri e un rapporto detenuti/agenti di quasi 2 a 1, superiore alla media nazionale consigliata di 1,5 detenuti per agente.Numeri tremendi per le carceri umbre. Terni, che già è al vertice per numero di suicidi ci sono 556 denuti per 422 posti, a Perugia 421 reclusi a fronte di 363 posti, a Spoleto 456 per 462 posti, a Orvieto 115 per 98 posti.
Sul fronte dell’isolamento dietro Capanne ci sono invece Orvieto (99,78) e Spoleto (40,57).
Questa carenza incide direttamente sulla sicurezza e sulle condizioni di vita all’interno delle strutture, aumentando il rischio di violenze e non permettendo un adeguato accesso a cure mediche e programmi di riabilitazione.
Il rapporto evidenzia inoltre la necessità di costruire circa 40 nuove strutture carcerarie per rispondere alla crescente popolazione detenuta, un investimento stimato in 1,2 miliardi di euro. A ciò si aggiunge la richiesta di nuove assunzioni per la Polizia Penitenziaria, con un bisogno di almeno 12.000 nuovi agenti per garantire la sicurezza e la gestione ottimale delle carceri.
La mancanza di servizi psichiatrici adeguati è un’altra criticità del sistema carcerario italiano, con un numero significativo di detenuti affetti da disturbi psichici e nessuna struttura adeguata in Umbria per le misure di sicurezza destinate a questa popolazione.
Il documento di Antigone mette in luce la stretta correlazione tra l’affollamento carcerario, la carenza di personale e risorse e la crescente incidenza di problemi di salute mentale, suicidi e morti in carcere, evidenziando un sistema in profonda crisi che richiede interventi urgenti e radicali. A livello politico, una interrogazione ed un dossier sono già finiti sul tavolo del ministro Nordio.