Rigivan Ghaneshamoorty è senz’altro l’uomo delle Paralimpiadi di Parigi 2024, almeno per quanto riguarda l’Italia. Sbucato completamente dal nulla, con appena due (due!) gare in assoluto alle spalle, il venticinquenne romano nato da famiglia Tamil (la popolazione del Nord dello Sri Lanka che da sempre rivendica l’autonomia) ha conquistato il titolo di campione paralimpico di lancio del disco battendo tre volte consecutivamente (più forse una quarta: primo lancio nullo di un pelo ma lunghissimo) il record del Mondo nella categoria T52.
Ebbene, la sua rinascita sportiva – dopo una lesione spinale che ha aggravato la sua sindrome di Guillain- Barrè – come lui stesso ha raccontato è partita con la scherma e Terni ha contribuito alla sua ripartenza. Campione italiano Under 23 di sciabola e protagonista in coppa del Mondo a Varsavia, l’atleta delle Fiamme Oro prese parte infatti ai Mondiali Paralimpici 2023 disputati l’anno scorso al PalaTerni appena inaugurato.
La sua avventura si fermò al primo turno, con una sconfitta 15-10 contro il francese Marc Abdrè Cratere, ma Terni è stata una tappa fondamentale della sua rinascita sportiva. Poi il graduale avvicinamento ai lanci dell’atletica (disco, giavellotto e clava che nei paralimpici sostituiscono il martello) con una sequela di vittorie e record nazionali (detiene fra l’altro anche il mondiale nel disco della categoria inferiore, T51).
Avrebbe dovuto gareggiare anche nel giavellotto, ma non farà la gara. Come ha spiegato al quotidiano Avvenire: “Ho deciso di non fare il giavellotto, dove pure detengo il record del mondo, perché la categoria F52, avendo pochi iscritti, è stata accorpata alla F54, quella dei paraplegici, e quindi non voglio rischiare di dover andare oltre i miei limiti per vincere. Nella vita io sono seduto su una sedia, le braccia mi servono come il pane, se mi strappo un muscolo non posso fare più niente. Vincere un oro e avere un braccio sfasciato non mi interessa. Voglio tutelare il mio corpo. Nel giavellotto serve forza addominale e dorsale, muscoli che la mia patologia impedisce di allenare”.
Chi è Rigivan Ganeshamoorthy
Nato a Roma nel 1999 da genitori dello Sri Lanka, a Rigivan Ganeshamoorthy è stata diagnosticata la sindrome di Guillain-Barré a diciotto anni, una condizione che causa debolezza e parestesie agli arti e gli provoca anche problemi respiratori (da qui l’uso del tubo col respiratore). Nel 2019, dopo una caduta che ha aggravato la sua malattia, Ganeshamoorthy, ricoverato all’Ospedale Santa Lucia di Roma, ha iniziato a giocare a basket in carrozzina per caso. “Il basket era troppo impegnativo per me. Poi, mentre lavoravo in officina, ho deciso di provare l’atletica e mi sono subito appassionato ai lanci”, racconta
Nel 2023 è diventato campione italiano paralimpico di getto del peso F55 e lancio del disco F54-55.Poi, dopo sole due gare internazionali, la straordinaria prova paralimpica. Attualmente il giovane, tesserato per il gruppo sportivo delle Fiamme Oro e per la società Antropos di Civitanova Marche, vive a Roma nel quartiere Dragona ed è fidanzato con una schermitrice.