Per oltre dieci anni, una donna di origini straniere ha subito abusi fisici e psicologici da parte del marito, un connazionale di poco più di quarant’anni. Ne riferisce UmbriaOn.
I maltrattamenti erano iniziati subito dopo il matrimonio, celebrato nel paese d’origine della coppia, e sono continuati a Terni, dove la famiglia si era trasferita. Il matrimonio, già difficile, è stato segnato anche da violenze sessuali, perpetrate dal marito con la pretesa che, essendo lui “il capo della famiglia”, avesse pieno controllo sulla moglie. Queste violenze hanno accompagnato la vita della donna fino a poco prima del recente divorzio, sancendo un lungo periodo di sofferenze.
Un quadro di degrado e violenza familiare
Il racconto della vittima è venuto alla luce grazie all’assistenza di un centro antiviolenza di Terni, che l’ha aiutata a denunciare l’ex marito. La sua denuncia ha descritto un quadro drammatico, in cui l’uomo non solo la maltrattava fisicamente, ma la lasciava anche in condizioni di estrema precarietà economica e psicologica. I pochi guadagni venivano sperperati al gioco, mentre la moglie era costretta a vivere in una casa senza servizi essenziali, spesso anche senza cibo, e a subire le continue violenze e umiliazioni. Le aggressioni fisiche non erano l’unico problema: la donna era costretta a soddisfare i desideri sessuali del marito, che la considerava solo in funzione di questo.
La situazione era ulteriormente aggravata dal fatto che il loro figlio, nato durante il matrimonio, veniva istigato dal padre a comportarsi in modo violento nei confronti della madre. In un episodio significativo, il marito e il figlio si sarebbero coalizzati per sputarle sui piedi, dimostrazione estrema del disprezzo inculcato dal padre al bambino.
L’intervento della polizia e l’avvio del processo
Le indagini sono state condotte dalla polizia di Stato, che ha portato all’emissione di un divieto di avvicinamento per l’ex marito nei confronti della donna e del figlio, con l’installazione di un braccialetto elettronico per monitorarne i movimenti. L’uomo, difeso dall’avvocato Leonardo Capri, dovrà rispondere di gravi accuse: maltrattamenti, violenza sessuale e violazione degli obblighi familiari dopo la separazione. Il processo inizierà a gennaio 2024, e spetterà al tribunale analizzare tutti i dettagli delle vicende drammatiche che hanno segnato la vita della donna. Sarà compito del collegio giudicante stabilire la verità sulle responsabilità dell’uomo, mentre la vittima, difesa dall’avvocato Alessandro Gentiletti, cerca giustizia per gli anni di soprusi subiti.