La storia che raccontiamo è ai limiti dell’assurdo. O forse in fondo no, in una città dove per mesi resta chiusa persino la porta di un bagno pubblico perchè non c’è il custode e manca una copia delle chiavi. Sempre di chiavi e custodi parliamo, ma stavolta quelle del cimitero di Rocca San Zenone.
Succede che un pomeriggio nella chiesa nuova della frazione è stato celebrato un funerale per il decesso di una donna del posto. Nulla di strano sin qui, ma la sorpresa deve ancora arrivare. Già perchè quando è venuto il tempo di tumulare la salma la famiglia ha scoperto suo malgrado che – stante l’assenza del custode, ormai da tempo non più in sede, come del resto negli altri cimiteri ternani – non si trova più la chiave del piccolo obitorio, dove la salma sarebbe stata depositata in attesa della tumulazione prevista per la mattina dopo… Nessuno sa dove sia nè le chiamate effettuate a diversi soggetti portano ad un esito positivo. Nessuno ne conosce l’ubicazione. E dire che da qualche parte deve pur essere.
Che succede dunque? Ecco che il carro funebre, con dentro la salma deve intraprendere il viaggio verso il cimitero di Terni, dove la salma è stata “parcheggiata” fino alla mattina successiva, quando è andato in scena il percorso inverso e si è potuto procedere alla deposizione della stessa dove previsto: “Ma l’assessore ai cimiteri, queste cose le sa? E perchè non si fa niente?”, mormora qualcuno dei presenti. Certo è che la situazione ha del grottesco (eufemismo).