I dialoghi del Bene, Cravera: “Il vero leader è quello che sa leggere il contesto e migliorarlo”

PalaSì gremito per l'evento di apertura della rassegna culturale ideata e condotta da Sauro Pellerucci. Dialogo con Alessandro Cravera nel segno della leadership: "Chi punta solo ad un traguardo è un leader tossico, bisogna saper guardare oltre per consentire la vera crescita"

Sauro Pellerucci e Alessandro Cravera

“Ciò che divide crea un audience ma non è funzionale per creare un ambiente di vita umano, quindi noi abbiamo fondato questo ciclo di incontri partendo dalla parola “Dialogo”: continuare a generare una società così divisiva non aiuta e per noi quindi è la parola giusta per chiamare questo appuntamento”. Così Sauro Pellerucci, presidente dell’associazione Io sono una persona per Bene e Founder di PagineSi! Spa ha introdotto la rassegna “I dialoghi del Bene”, da lui fondata e condotta. Per l’occasione, sala Bazzani del PalaSì gremita e un pubblico attento che non ha lesinato l’interazione.

Il tema della costruzione di una leadership sostenibile nella complessità è il filo attorno al quale si muove il primo dei dialoghi, introdotto da Marco Centinari, neo presidente ternano di Confindustria. “Sostenibilità e leadership sono temi che fanno quotidianamente parte della nostra vita, quindi incontri come questo non possono che fare bene” ha spiegato Centinari nel suo saluto iniziale.

Il dialogo con Alessandro Cravera: quale leadership per la società moderna?

Ad interloquire con Pellerucci è Alessandro Cravera, docente universitario e autore proprio di due volumi sul tema: “Allenare la complessità” (2021) e “Essere leader in un mondo complesso” (Egea Editore, 2024). Il fulcro della questione è “governare la complessità senza lasciarsi dominare”: “Noi siamo molto bravi a gestire le situazioni complicate – spiega  Cravera – quelle dove le soluzioni sono nascoste ma ci sono. La situazione complessa invece non prevede un modo ottimale per risolvere una situazione: bisogna saper leggere il contesto. I piani di azione, con la complessità non funzionano: serve invece provare, adattarsi per poi risolvere”.

E aggiunge: “Il concetto di leadership è in crisi da anni, perché il leader è quello che indica la strada. Ma in una situazione complessa, affidare tutto ad una persona, vuol dire non essere consapevoli di come funziona un sistema complesso. Chi ha sempre le risposte giuste, in un concetto complesso, forse non è un leader perché questo deve sapersi mettere in discussione. Oggi è molto più facile: si sceglie un nemico, si fanno dei seguaci e si acquisisce potere col seguito. Ma questa è una leadership distruttiva, ecco perché la fiducia nella leadership sta scendendo in tutti i contesti e serve una rieducazione”. Cravera sottolinea come in una realtà complessa, il leader non è colui che vince bensì colui che fa in modo che il gioco non finisca mai, garantendo così anche una situazione di crescita. Il paradigma, in fondo, della differenza fra leader e capo: “Chi punta solo ad un traguardo è un leader tossico, è come se l’azienda puntasse solo ad ottenere un obiettivo ogni mese: prima o poi non ne avrà più. Bisogna parlare invece di relazioni fra obiettivi (“trade off”) e ciò che queste possono generare”. L’esempio che Cravera fa è quello della pandemia: “Se avessimo puntato solo a debellare il virus, bastava fare come la Cina, con un lockdown stretto. Analizzando il trade off abbiamo invece avuto modo di affrontare poi le conseguenze e la ripartenza nel modo migliore”.

Ma qual è allora il leader moderno? “Quello che bilancia tutti gli interessi in gioco, gli effetti a breve e lungo termine e non una il pilota automatico, riuscendo a fare la cosa giusta nello specifico contesto. Il leader saggio è quello che non sono riesce ad adattarsi all’ambiente, ma anche a renderlo migliore, superando gli inibitori: ego, bisogno di controllo e bisogno di consenso”. Con un’ulteriore accento. “Il mondo è pieno di leader visibili, ma c’è tanta gente che lavora dietro le quinte, lontano dai riflettori per la costruzione del bene comune: sono i leader invisibili, che meritano maggiore considerazione”. Un concetto che si lega molto alla necessità di ricambio generazionale che c’è soprattutto nel mondo dell’impresa: “Noi tendiamo ad essere protettivi – dice Cravera- e quindi a dare sempre le risposte. Bisogna invece educare all’incertezza, alla responsabilità da prendere”.

I prossimi appuntamenti

Prossimo appuntamento con la rassegna culturale “I dialoghi del Bene” il 22 novembre alle 18 con Attilio Pisanò, che presenterà il volume: “La questione climatica come questione cosmopolitica” (Giappichelli Editore) con il Patrocinio di Umbria Green Festival. Ultimo appuntamento il 3 dicembre sempre alle 18, ospite l’economista Stefano Zamagni che parlerà del libro “Prendersi cura della democrazia (Ecra Editore).

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