Cattedrale gremita la mattina del 8 Febbraio per il solenne pontificale in onore di San Valentino, patrono della città. La celebrazione è stata presieduta dal vescovo Francesco Antonio Soddu, affiancato da mons. Salvatore Ferdinandi, vicario generale della Diocesi, da padre Josline Peediakkel, parroco di San Valentino, e dal clero diocesano.
Numerose le autorità presenti, tra cui il prefetto di Terni Antonietta Orlando, l’onorevole Raffaele Nevi, il questore Luigi Mangino, rappresentanti della Provincia (il presidente pro tempore Ferranti) e del Comune di Terni (il sindaco Bandecchi e gran parte della Giunta) della Regione Umbria (i consiglieri Maria Grazia Proietti e Francesco Filipponi, gli assessori De Rebotti e De Luca), dei Comuni del comprensorio diocesano e delle istituzioni militari. Hanno preso parte alla cerimonia anche cavalieri e dame dell’Ordine Equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme, insieme a rappresentanti del mondo del lavoro, della scuola e delle associazioni diocesane.
La celebrazione e l’atto di affidamento della città al Santo Patrono
L’accompagnamento musicale è stato curato dal Coro Diocesano, diretto da don Sergio Rossini, e da un ensemble strumentale del liceo musicale “Angeloni” di Terni. Un momento particolarmente significativo è stato l’accensione della lampada votiva da parte del sindaco di Terni, Stefano Bandecchi, che ha poi pronunciato l’atto di affidamento della città a San Valentino, sottolineando l’impegno dell’amministrazione nel servire la comunità con onestà e dedizione.
La festa di San Valentino rappresenta per la città non solo un evento religioso, ma anche un’occasione per riflettere sulla propria identità e sui valori di amore, solidarietà e impegno per il bene comune.
La processione e la preghiera per la città
Dopo il pontificale, la solenne processione cittadina ha accompagnato l’urna del santo lungo le vie principali di Terni, passando davanti al Palazzo Comunale e attraversando i quartieri fino alla basilica di San Valentino, dove le reliquie del patrono sono state nuovamente collocate per la venerazione dei fedeli.
Ad aprire la processione i gonfaloni del Comune, della Regione e della Provincia, seguiti dalle confraternite, dalle istituzioni civili e militari e dai figuranti in abiti storici del Seicento, accompagnati dai tamburini e musici del terziere di Mezule di Narni.
Sul sagrato della basilica, il presidente dell’Azione Cattolica diocesana, Rita Pileri, ha elevato una preghiera accorata: «San Valentino, facci tornare al cuore delle cose! Rendi questa città capace di guardare con amore verso l’altro, di rispettare gli spazi comuni come se fossero i nostri beni più preziosi. Aiutaci a promuovere la cultura dell’ascolto e del dialogo, per guardare al futuro con speranza».
L’omelia del vescovo Soddu: “San Valentino è testimone dell’amore di Dio”
Nella sua omelia, il vescovo Soddu ha sottolineato il significato profondo della celebrazione, invitando la comunità a seguire l’esempio di San Valentino come testimone dell’amore di Dio. «In questa liturgia siamo chiamati a far calare nella nostra vita la fecondità della parola di Dio», ha affermato, spiegando che il messaggio cristiano è come «un seme buono, che se accolto con fede, porta frutti abbondanti».
Il vescovo ha poi evidenziato l’importanza della fiducia in Dio anche nei momenti di difficoltà: «Come Pietro, Giacomo e Giovanni, possiamo trovarci a vivere l’esperienza delle reti vuote, del lavoro che sembra non dare frutti. Ma proprio allora Gesù entra nella nostra barca e ci insegna le cose di Dio. Quanto sentiamo la fatica e il peso di un lavoro andato a vuoto, del tempo sprecato, delle delusioni che non fanno più trasparire alcun fascio di luce. San Valentino oggi ci esorta a lasciarci toccare dall’amore misericordioso di Dio, farlo entrare nella nostra vita e anche se in quella barca sento di non esserci più in quanto, come gli apostoli, ormai a terra disarmato e deluso, il Signore comunque continua ad esservi presente e a pronunciare la sua parola di salvezza».
Infine, ha affidato la città e la diocesi alla protezione di San Valentino, auspicando che «illumini le menti di coloro che amministrano il bene comune e attiri i giovani affinché riscoprano la bellezza della vita nello splendore dei santi».
Con la benedizione finale del vescovo, la celebrazione si è conclusa, rinnovando la devozione della comunità ternana verso il proprio patrono. Al termine della celebrazione, si è svolta la processione che ha riportato in Basilica le spoglie del santo.












