Bordoni: “No a 180.000 Euro dei ternani per Umbria Jazz”. E Pagnotta porta via l’evento. Bufera politica

L'assessore alla cultura: "Decidiamo noi come spendere i nostri soldi". L'organizzatore: "Mai obbligato nessuno a pagare". Pd e Fdi all'attacco, Forza Italia durissima: "Con assoluta irresponsabilità e leggerezza, si permette che una manifestazione di tale rilievo abbandoni Terni"

Terni dice ufficialmente addio a Umbria Jazz e Umbria Libri Love. Due eventi di rilievo che, per anni, hanno animato la città non si svolgeranno più, a causa di divergenze tra l’amministrazione comunale e gli organizzatori. Carlo Pagnotta, storico patron di Umbria Jazz, ha confermato la decisione, sottolineando come le recenti dichiarazioni dell’assessore Michela Bordoni abbiano contribuito alla rottura definitiva.

«La manifestazione a Terni non si farà più», ha annunciato Pagnotta, spiegando che la situazione era tesa già da tempo. Il riferimento è alle parole di Bordoni, che aveva criticato l’obbligo per il Comune di destinare 180mila euro all’evento: «I soldi sono dei ternani e devono spenderli come meglio credonoSiamo costretti a dare ogni anno 180 mila euro a Umbria Jazz quando il direttore artistico Pagnotta ci dice che sono briciole per loro, briciole»

Parole che Pagnotta non ha gradito: «Noi non costringiamo nessuno a pagare niente. Comunque, non veniamo più a Terni». Il patron del festival ha poi ricordato come, già in passato, si fossero verificate tensioni con l’amministrazione locale: «Ripeto, non veniamo a comandare a casa degli altri».

Oltre a Umbria Jazz, anche Umbria Libri Love è stato cancellato, alimentando ulteriormente il dibattito politico. Paola Agabiti (FdI), ex assessore regionale alla Cultura, ha contestato la ricostruzione fornita dall’attuale amministrazione, che aveva attribuito la cancellazione alla mancata disponibilità di fondi: «Giustificare una scelta politica con un racconto di fantasia significa non essere corretti verso i cittadini». Agabiti ha poi precisato che le risorse erano state stanziate, tra fondi regionali, europei e ministeriali, e che quindi l’evento avrebbe potuto essere tranquillamente organizzato.

Sul tema più ampio della gestione delle risorse pubbliche, in particolare dei canoni idrici destinati a Terni (2,4 milioni di euro), è intervenuto anche l’ex vicepresidente regionale Fabio Paparelli, spiegando che tali fondi sono impiegati per decoro urbano, impianti sportivi ed eventi. Tuttavia, ha sottolineato come sarebbe necessaria «una corretta interlocuzione tra Regione e Comuni per ridefinire gli obiettivi».

Forza Italia è intervenuta a sua volta con una nota durissima a firma del coordinatore provinciale Stefano Fatale:Questa decisione rappresenta un’ulteriore battuta d’arresto che impoverisce Terni”, ha dichiarato Stefano Fatale, a nome del Coordinamento Provinciale di Forza Italia. Il partito sottolinea come, durante l’amministrazione guidata da Leonardo Latini, si fosse lavorato attivamente per garantire la presenza della manifestazione, riconoscendone il valore culturale ed economico.

L’evento, negli anni, ha rappresentato un volano per il turismo e l’economia locale, contribuendo a rafforzare l’immagine di Terni come punto di riferimento per gli appassionati di musica. «Umbria Jazz è un brand prestigioso conosciuto in tutto il mondo, perderlo significa arrecare un danno all’attrattività della città», afferma Fatale, puntando il dito contro l’attuale amministrazione.

Le critiche di Forza Italia si concentrano su quella che viene definita una gestione contraddittoria del sindaco, accusato di adottare politiche che da un lato vogliono favorire lo sviluppo economico, ma dall’altro permettono la perdita di eventi di grande richiamo. «Con assoluta irresponsabilità e leggerezza, si permette che una manifestazione di tale rilievo abbandoni Terni», denuncia Fatale.

Il partito chiede un cambio di strategia, invitando l’amministrazione a rivedere le proprie scelte e a sostenere con convinzione gli eventi capaci di valorizzare il territorio e proiettarlo su scenari culturali e turistici di rilievo. «Terni deve tornare a essere protagonista nel panorama culturale», conclude Forza Italia, assicurando il proprio impegno per garantire che manifestazioni come Umbria Jazz possano ancora trovare spazio in città.

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1 anno fa

Spero vivamente che la cosa rientri e che si rivedano delle scelte sbagliate che impoverirebbero il panorama culturale della città e delle zone limitrofe, buttando alle ortiche il lavoro svolto nel corso degli anni passati e negando opportunità future di fare cultura, quella vera.

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1 anno fa

Apposto, abbiamo perso pure questa ulteriore opportunità….avanti così!!!

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1 anno fa

Umbria jazz è nato a Terni x la prima volta nn in Etruria pollastri…

Lucia Perillo
Lucia Perillo
1 anno fa

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