Riders, hub e banca dati comunale per creare un sistema sicuro e trasparente

Terni lancia un registro dei rider e un hub di supporto per regolare il delivery. La città anticipa la direttiva UE e punta su dignità, sicurezza e trasparenza.

Terni gioca d’anticipo sul tema dei rider,  con un registro dei rider e un hub di supporto dedicato, il Comune lancia un piano concreto per garantire dignità, sicurezza e legalità a una categoria troppo spesso dimenticata. Una situazione d’emergenza, dopo l’ultimo incidente che ha coinvolto proprio a Terni un lavoratore del settore.

Lo scorso ottobre 2024, il Consiglio europeo ha approvato una direttiva sui lavoratori delle piattaforme digitali, pensata per regolamentare ambiti come quelli del food delivery e dei trasporti privati. Tuttavia, l’implementazione a livello nazionale è attesa non prima del 2026. Di fronte a questa lunga attesa, Terni sceglie di agire subito.

Secondo l’amministrazione comunale, non si può più parlare solo dei disservizi legati alla mancata consegna o agli incidenti. “Il problema è ben più ampio: lavoratori fantasma, caporalato, mancanza di iscrizione alle piattaforme, assenza di garanzie per i clienti, e soprattutto nessuna tutela reale per chi lavora. Un contesto in cui la precarietà diventa normalità e il rischio quotidiano”, sottolinea Palazzo Spada.

Per trovare soluzioni strutturate, venerdì mattina si è svolto in Comune un tavolo di confronto allargato. Hanno partecipato rappresentanti dell’amministrazione, forze dell’ordine, Asl, sindacati, associazioni di categoria, ma anche – per la prima volta – i rider stessi, con un portavoce che ha portato la voce di chi vive la strada ogni giorno. L’obiettivo condiviso è stato chiaro: creare un sistema trasparente e sicuro per tutti.

Tra le proposte emerse, due sembrano le più vicine alla realizzazione:

  • Una banca dati cittadina dei rider attivi sul territorio, utile sia per le verifiche delle autorità che per la tutela legale dei lavoratori.

  • Un hub di supporto comunale, dove i rider possano accedere a informazioni, formazione, assistenza sanitaria e legale.

Oltre alla dignità dei rider, l’intervento punta anche a rafforzare la sicurezza dei cittadini. I clienti potranno avere maggiore trasparenza su chi effettua la consegna, e gli esercenti, a loro volta, si muoveranno in un quadro più regolamentato e affidabile.

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