Pasqua, il vescovo: “Gesù principe della pace è speranza per tutti”

Nel corso della veglia battezzati tre degli otto adulti che hanno compiuto il cammino neocatecumenale. Monsignor Soddu: "Insieme alle attese macroscopiche legate alle sorti dell’intera umanità, della politica, della guerra e della pace, dell’economia, non perdiamo l’opportunità di accogliere questo dono"

Gesù che risorge come stimolo alla pace. Così il vescovo di Terni-Narni-Amelia monsignor Francesco Antonio Soddu durante la veglia di mezzanotte in occasione della Pasqua, celebrata in Duomo e partita l sagrato della chiesa con la benedizione del fuoco nuovo e con l’accensione del cero pasquale, portato in processione lungo la navata centrale della cattedrale al canto del Lumen Christi.

“La risurrezione di Gesù è fondamento di una vita nuova, quella battesimale: la nostra vita in Cristo, l’essere rinati a vita nuova”, ha detto il Vescovo che tra l’altro ha battezzato con l’acqua del fonte battesimale bendetta nella notte – anche Anna, Miriam e Samuel, che, insieme ad altri 5 adulti, hanno terminato il percorso del catecumenato guidati da don Pio Scipioni, ed hanno ricevuto il sacramento della Confermazione. A concelebrare la messa anche il vicario Monsignor Salvatore Ferdinandi e il parroco della Cattedrale don Alessandro Rossini

L’incontro con il Risorto fonte di speranza

La Risurrezione come segno di speranza, ha sottolineato il Vescovo, anche in relazione al periodo che stiamo vivendo. Il punto di partenza è ovviamente il sepolcro vuoto: “Essi vedono, credono ma ancora non capiscono. Non capire non significa, o per meglio dire, non comporta automaticamente abbandonare la fede, significa piuttosto perseverare.Quella speranza certa per gli apostoli divenne il motivo fondamentale di tutta la loro vita, tanto da abbandonare finalmente tutto, qualora non lo avessero ancora fatto definitivamente e iniziare, anzi continuare quella corsa, quella sorta di staffetta nel portare la testimonianza della vita nuova, fino ad arrivare a noi”.

Ecco poi il riferimento all’attualità: “Aspettiamo cose nuove? Sogniamo una storia positiva? Insieme alle attese macroscopiche legate alle sorti dell’intera umanità, della politica, della guerra e della pace, dell’economia, non perdiamo l’opportunità di accogliere questo dono che già ci è stato dato nel Battesimo “Ecco il giorno che ha fatto il Signore, la Domenica” e di partire sempre nella ricerca del Signore che si fa presente nella nostra esistenza rinnovata perché possiamo essere con la nostra condotta lievito di vita nuova. La Domenica, Pasqua della settimana, è il giorno della rinascita: “In Gesù, principe della pace, crocifisso e risorto, possiamo vivere nella speranza che si concretizza con la vita coerente al vangelo: bella, piena di luce, di senso nella costruzione e salvaguardia della pace ad iniziare dalle nostre famiglie”

 

 

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