Saper affrontare le conseguenze dell’ictus ischemico e salvare le vite alle persone.
Se n’è parlato in un evento a Terni organizzato presso la sala convegni dell’azienda ospedaliera di Terni, dal gruppo infermieri di Scienze neurologiche, dall’associazione Alice – per la lotta all’ictus cerebrale – e dalla stessa azienda ospedaliera.
Moderato da Giusy Pipitone, Giuseppe Neri e Roberto Coata, l’evento ha avuto come centro la testimonianza di Andrea Vianello, giornalista che ha da poco lasciato la Rai dopo 35 anni e che è presidente dell’Associazione Alice.
Nell’ambito di un convegno rivolto agli operatori del settore, Vianello ha però portato una testimonianza personale e quindi rivolta a tutti. Come è noto infatti, il giornalista venne colpito nel 2019 da una ischemia cerebrale che lo costrinse fra l’altro a lunghe terapie riabilitative per recuperare l’uso del linguaggio. Una storia raccontata nel libro “Ogni parola che sapevo”.
Alice, come ha raccontato Vianello, si occupa di divulgazione e prevenzione, puntando soprattutto sulle scuole e spiegando il fattore chiave: “Il tempo è fondamentale quando si è colpiti da ictus -. dice- perché durante un attacco ogni secondo si perdono neuroni che poi non possono più essere recuperati, quindi più si è veloci più neuroni si preservano. Generalizzare è impossibile perché tutti i casi sono diversi però eccetto quelli più gravi è importante dire che oggi l’ictus è una malattia gestibile se la si affronta tempestivamente. Segni chiave? Se si avverte meno forza in uno degli arti, o in un lato del corpo, la bocca è un po’ storta o se si inizia a parlare meno bene del solito”
“Fondamentale quindi – dice – chiamare subito i soccorsi ed avere più stroke unity possibili sul territorio”. L’azione di sensibilizzazione parte dalle scuole elementari e medie con un progetto denominato “Fast Heroes” “Si tratta di un gioco che insegna ai bambini a capire quali sono i segni dell’ictus: i bambini possono così salvare i nonni: attraverso i ragazzi passa meglio”.
L’appello quindi si rivolge alle istituzioni perchè il progetto è gratis e può essere messo a disposizione di chiunque: “Bisogna capire che chi è colpito da ictus come me – conclude Vianello – è la stessa persona di prima, con lo stesso cuore”.
L’associazione Alice nello specifico si occupa soprattutto del post Ictus: “Chi è stato colpito non va lasciato solo, soprattutto nella riabilitazione – dice Vianello -ma purtroppo la sanità pubblica accompagna solo per un tratto, lasciando poi le famiglie a cavarsela autonomamente. Noi cerchiamo di essere la cerniera fra la sanità pubblica e il sistema riabilitativo e le famiglie”
Nel video in alto, Andrea Vianello è intervistato da Roberto Coata, infermiere e uno dei moderatori dell’evento