Una fine atroce, colpita forse da cacciatori di frodo. Una lupa è stata trovata morta strangolata in mezzo ai boschi di Giuncano, in Valserra, dai Carabinieri forestali, allertati da una segnalazione. La morte è avvenuta probabilmente diversi giorni fa, visto che è stato trovato ormai in decomposizione e con una profonda ferita al collo. A riportare la notizia è il quotidiano Il Messaggero
Secondo le prime ricostruzioni, il cappio potrebbe essere stato posizionato per catturare cinghiali o lupi, considerati da molti allevatori una minaccia costante per pecore, capre, puledri e vitelli. Ma la trappola si è trasformata in uno strumento di morte. Sulla vicenda è stato aperto un fascicolo per uccisione di una specie protetta
Sulla dinamica della morte se ne saprà di più a breve: la carcassa dell’animale verrà analizzata presso l’istituto zooprofilattico di Umbria e Marche ma le prime risultanze – sul posto anche personale della struttura complessa di sanità pubblica veterinaria della Usl Umbria 2 – fanno temere che la lupa possa aver subito una drammatica agonia e quindi pesanti sofferenze
A quanto sembra infatti, qualcuno, visto il cappio e l’animale morto, avrebbe tranciato il filo e la carcassa sarebbe stata anche spostata dal luogo della tragica cattura. Saranno gli accertamenti delle forze dell’ordine a chiarirlo.
Sicuramente la vicenda apre scenari importanti per quanto concerne la fauna selvatica da proteggere ma che allo stesso tempo può diventare un ostacolo per chi lavora nei campi. Si tratta quindi di un equilibrio estremamente delicato, che oggi appare sempre più difficile da gestire, stante anche il significativo aumento di esemplari di lupo, animale fino a qualche tempo fa considerato a rischio estinzione ma che oggi ha ripopolato abbondantemente le montagne appenniniche.