Le Gole del Nera sono da tempo considerate un luogo di grande fascino naturalistico. Qual è oggi la principale sfida da affrontare?
La bellezza può generare anche caos, se non è accompagnata da cura e consapevolezza. Negli ultimi anni abbiamo assistito a un fenomeno crescente di over-tourism: flussi turistici incontrollati, impatti negativi per i residenti, aumento del degrado ambientale. È una dinamica che mette a rischio proprio ciò che rende il luogo speciale.
Come avete reagito, come comunità, a questa situazione?
Abbiamo creato una cooperativa di comunità che coinvolge cittadini di ogni età. È nata dal bisogno di proteggere, rigenerare e gestire attivamente il nostro territorio. Il nostro punto di riferimento è la legge regionale sui beni comuni, che ci consente di costruire economie sostenibili con un modello di gestione partecipato e potenzialmente replicabile altrove.
Qual è la visione alla base del vostro progetto?
Il nostro obiettivo è coniugare tutela ambientale e sviluppo locale. Crediamo che la vera forza stia nella collaborazione tra istituzioni, cittadini, volontari e privati. È un approccio integrato, dove il territorio non è solo da conservare, ma da vivere e far crescere in modo armonico.
Cosa serve, concretamente, per gestire territori come questi?
Non bastano le regole. Servono presidio, partecipazione attiva e formazione continua. Le soluzioni devono essere adattabili, pensate insieme, modellate sui bisogni reali delle persone e dei luoghi. Solo così si possono produrre cambiamenti duraturi.
In definitiva, cosa significa oggi proteggere un bene comune?
Significa riconoscere che la bellezza, se lasciata sola, si consuma. Occorre uno sforzo collettivo: proteggerla, viverla, trasmetterla. È un impegno che restituisce dignità ai luoghi e forza alle comunità. Solo insieme possiamo farcela.

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