Le prime parole del nuovo vescovo Raimo: “Vengo per camminare con voi e ascoltarvi”

La Diocesi di Terni-Narni-Amelia ha un nuovo pastore. Il vescovo eletto monsignor Raimo ha parlato attraverso il sito ufficiale

La Diocesi di Terni-Narni-Amelia ha un nuovo pastore. Il 15 settembre, nella cattedrale di Santa Maria Assunta a Terni, l’amministratore diocesano don Matteo Antonelli ha annunciato ufficialmente la nomina di monsignor Alfonso Raimo, decisa da Papa Leone XIV il 10 settembre, alla presenza di sacerdoti, diaconi, religiosi, fedeli laici e giornalisti. Ecco il suo saluto alla Diocesi in attesa dell’insediamento previsto il 24 Ottobre prossimo

Il testo integrale del saluto del nuovo vescovo

Alla Chiesa di Terni-Narni-Amelia

Carissimi fratelli e sorelle della Chiesa di Terni-Narni-Amelia,

vengo a voi con il cuore colmo di gratitudine e con quella trepidazione che accompagna sempre i passaggi nei quali il Signore chiede di affidarsi ancora una volta a Lui.

Da oggi i vostri volti, le vostre comunità, le vostre attese e le vostre speranze entrano in modo nuovo nella mia vita. La Chiesa che fino a ieri conoscevo da lontano mi viene affidata perché diventi la Chiesa che sono chiamato ad amare e a servire come fratello e pastore.

Il mio primo pensiero va al Santo Padre Leone XIV, al quale esprimo profonda gratitudine per la fiducia che ha voluto riporre nella mia povera persona affidandomi la cura pastorale di questa Chiesa. Accolgo la sua decisione nell’obbedienza e nella fede, non nascondendo a me stesso la sproporzione tra il compito che mi viene affidato e ciò che sono.

Conosco i miei limiti e la mia povertà. Ma conosco anche la misericordia del Signore, che lungo tutta la mia vita mi ha preceduto, sostenuto e, molte volte, sorpreso. È a questa misericordia che ancora una volta mi affido. Non vengo a voi confidando nelle mie capacità, ma nella certezza che il Signore non abbandona la sua Chiesa e dona a ciascuno la grazia necessaria per il servizio al quale lo chiama.

Mi accosto con rispetto alla storia della Chiesa di Terni-Narni-Amelia, una Chiesa prestigiosa, ricca di memoria e di testimonianze di fede, segnata dalla santità di uomini e donne che hanno saputo rendere il Vangelo carne nella vita della propria gente. Una storia che non appartiene soltanto al passato, ma che continua a interrogare il presente e chiede di essere custodita e, nello stesso tempo, resa feconda nelle condizioni nuove nelle quali siamo chiamati a vivere.

Non vengo con la pretesa di avere già risposte. Vengo anzitutto per conoscervi, ascoltarvi e camminare con voi. Desidero conoscere questa terra, le sue comunità, le sue ricchezze e anche le sue ferite. Desidero ascoltare i sacerdoti, i diaconi, i consacrati e le consacrate, i laici, le famiglie, i giovani, gli anziani, coloro che partecipano assiduamente alla vita ecclesiale e anche quanti, per ragioni diverse, se ne sentono lontani.

Rivogo un pensiero riconoscente a don Matteo Antonelli, Amministratore diocesano, eletto dal Collegio dei Consultori, che in questi mesi ha guidato con generosità e dedizione la vita della diocesi. Lo ringrazio per il servizio svolto e per aver custodito il cammino della comunità diocesana in questo tempo di attesa. Sono certo che avrò modo di ascoltare da lui quanto questa Chiesa ha vissuto e quanto porta oggi nel cuore.

Vorrei imparare presto a dire non più semplicemente la vostra diocesi, ma la nostra Chiesa. So che questo richiederà tempo. L’affetto non si impone e la conoscenza reciproca non nasce da un decreto di nomina. Si costruisce incontrandosi, ascoltandosi, condividendo la vita e imparando anche ad avere pazienza gli uni con gli altri.

Per questo vi chiedo fin da ora una cosa semplice: accoglietemi come un fratello. Accoglietemi con i miei doni e con i miei limiti. Aiutatemi a conoscere la vostra storia e questa terra. E soprattutto pregate per me, perché sappia essere in mezzo a voi un pastore secondo il cuore di Cristo: capace di ascoltare prima di parlare, di servire prima di chiedere, di unire piuttosto che dividere, di incoraggiare chi è stanco e di cercare chi si sente lontano.

Metto fin da ora il mio ministero episcopale sotto lo sguardo di Maria, Madre della Chiesa. A Lei affido il cammino che iniziamo insieme, perché ci insegni a custodire la Parola, a riconoscere l’opera di Dio e a pronunciare, anche quando non comprendiamo tutto, il nostro sì.

Mi affido anche all’intercessione dei santi patroni: san Valentino, san Giovenale e santa Fermina. La loro testimonianza ci ricordi che ogni stagione della storia può diventare tempo di Vangelo quando trova uomini e donne disponibili a lasciarsi guidare dallo Spirito.

Carissimi, in attesa di potervi incontrare vi benedico e vi dico, con semplicità e con gioia: a presto, nella nostra Chiesa di Terni-Narni-Amelia.

Redazione

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