La società Terni Reti è pronta ad alienare il ramo della gestione del gas metano. Operazione che, secondo la stessa azienda controllata del Comune, comporterebbe un beneficio economico e un vantaggio di quasi 10 milioni di euro. Questa cifra è il rapporto tra i costi di gestione della rete di distribuzione e il prezzo dell’alienazione fissato a poco più di 24 milioni. Ma c’è di più, visto che l’operazione, andando in porto, permetterebbe all’azienda di estinguere quanto ancora manca da versare nel mutuo acceso nel 2007 per acquisire la rete gas. L’alienazione della distribuzione del gas, prevista per il dicembre 2027, verrà ora discussa in Consiglio comunale, dopo l’avvenuta approvazione in Commissione con i voti dei consiglieri di maggioranza.
Il rischio che i costi di manutenzione pesino sulle tariffe
L’argomento però, spacca le parti politiche e divide nelle opinioni. Nell’attesa della discussione in aula, c’è il consigliere Roberto Pastura, capogruppo di Fratelli d’Italia, che dall’opposizione avanza le sue perplessità sulla convenienza dell’operazione per la cittadinanza. “Si è scelto – afferma – di privilegiare la logica dei numeri e del bilancio societario chiudendo gli occhi di fronte alle ricadute che questa scelta avrà sul futuro economico dei cittadini e sul controllo strategico del territorio“. Invita il Comune a “una scelta di responsabilità, ossia vendere un asset strategico o difendere gli interessi della collettività“. Pastura è inoltre convinto che prima che venga ceduta la rete il Comune debba dimostrare che l’operazione conviene anche ai cittadini, cioè chi poi paga le bollette. “La convenienza per la società Terni Reti è stata illustrata – aggiunge – ma quella per i ternani deve ancora essere dimostrata“. Vendere, secondo l’esponente di opposizione, vuol dire incassare oggi e rinunciare alla proprietà pubblica di un’infrastruttura potenzialmente strategica, con il rischio che al vantaggio finanziario per Terni Reti oggi, corrisponderanno maggiori costi di distribuzione sulle bollette dei cittadini domani. “Il privato che acquista una rete – spiega Pastura – investe per ottenere un legittimo ritorno economico. I costi della manutenzione e degli interventi di ammodernamento ed efficientamento, nei limiti riconosciuti da Arera, verranno recuperati attraverso le tariffe di distribuzione. A pagarli, attraverso le bollette, saremo ancora noi cittadini“. Esprime, dunque, la contrarietà di Fratelli d’Italia a questa operazione.
Seguici su
Aggiungi ternitomorrow.it alle tue fonti preferite e ricevi i nostri contenuti in cima ai risultati di ricerca.