Volano gli stracci nel Pd ternano: ricorso e “fuoco amico” contro l’elezione di Spinelli

Tutti contro tutti nei dem ternani. La corrente di maggioranza, che ha perso le elezioni per la segreteria provinciale chiede l'annullamento per mancanza del numero legale e attacca Casa Democratica: "Voi due volte perdenti, tenete solo a incarichi personali"

L’avevano annunciato ieri sera a caldo, con una nota dopo l’elezione di Pierluigi Spinelli a segretario provinciale, ora Passione Democratica, la corrente che fa capo al vicepresidente regionale Tommaso Bori, fa ricorso contro l’assemblea che ha eletto Spinelli.

Motivo del contendere, di fatto, l’assenza di un candidato alternativo al consigliere comunale (espressione di Casa Democratica, area Cgil), dopo che Damiano Bernardini, che gli si contrapponeva, è stato dirottato in Regione a seguito del passo indietro di Sandro Pasquali, sotto inchiesta.

La lettera, che fa seguito anche al “no” incassato sempre da Passione Democratica alla prima richiesta di rinvio dell’assemblea e  indirizzata alla segretaria Elly Schlein e ai vertici del partito regionale, sottolinea come l’assemblea si sia svolta “in assenza della verifica del numero dei presenti, al fine di accertare la regolare costituzione dell’assemblea stessa”.

Su 80 delegati previsti, Spinelli, scrivono i firmatari “non ha ottenuto nemmeno i voti dei suoi delegati, fermandosi a 34 voti, su 36 votanti, un numero che non si avvicina nemmeno lontanamente alla maggioranza degli aventi diritto al voto di 41 che sarebbe comunque stata una forzatura politica, con una ‘presunta’maggioranza del
93%, che non corrisponde alla realtà. Tale esito, ottenuto in evidente assenza del numero legale, certifica l’impossibilità di raggiungere la maggioranza minima necessaria per una valida elezione del segretario. Sono state infatti ritirate soltanto 36 schede, di cui 2 lasciate bianche, per un totale di 34 voti validi a favore di Spinelli”

Passione Democratica aveva chiesto un candidato terzo, “anche per superare lo stallo politico” (il congresso aveva indicato un 40-40 fra Spinelli e Bernardini, rendendo comunque necessario un ballottaggio).

Da qui il ricorso della corrente “boriana” con la richiesta di annullare l’elezione di Spinelli e della dirigenza provinciale “che, dopo aver perso per due volte le elezioni al Comune di Terni senza nemmeno arrivare al ballottaggio e aver perso anche la provincia di Terni, sembra ora disposta perfino a compromettere il funzionamento e
l’immagine del partito provinciale, pur di mantenere posizioni e incarichi personali”

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8 mesi fa

Certo che in questi anni non avete capito un c… , sempre a litigare .
Come fà la gente a darvi fiducia .

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