Università e territorio: una sfida comune per il futuro di Terni

Francesco De Rebotti: “Non è Perugia contro Terni. È una questione di conoscenza e visione condivisa”

Francesco De Rebotti Assessore Regionale allo Sviluppo Economico

Assessore De Rebotti, qual è il significato della presenza universitaria per una città come Terni?
L’università è, prima di tutto, un bene comune. Non va vista solo come un centro di formazione accademica, ma come un motore culturale e sociale. La presenza degli studenti vivacizza la città, la rende dinamica, la apre verso l’esterno. Non si tratta solo di commercio o affitti, ma di una diversa prospettiva per ripensare il futuro del territorio.

Qual è la relazione tra Terni e Perugia nel contesto universitario?
Spesso si tende a leggere la questione in termini di contrapposizione, ma non è così. Il vero nodo è la mancanza di conoscenza reciproca. Perugia non conosce fino in fondo Terni, non ne coglie le opportunità, la ricchezza diffusa. Quando Terni entra nel radar regionale, è per vicende straordinarie come quelle dell’AST. Dobbiamo, invece, riuscire a far percepire in modo stabile il nostro valore.

Come si costruisce questa nuova consapevolezza territoriale?
Serve un nuovo protagonismo collettivo. Le forze politiche, istituzionali, imprenditoriali e sociali devono esprimere un’idea forte e condivisa. È solo così che possiamo restituire a Terni il ruolo che merita nella regione, senza più dipendere da emergenze o contingenze.

Quali esempi positivi si possono già osservare in Umbria?
A Narni abbiamo dimostrato che si può fare. Abbiamo associato la presenza universitaria al recupero edilizio per alloggi studenteschi e creato spazi multifunzionali in cui università, cultura e servizi coesistono. Non basta ristrutturare un edificio: serve farne un luogo vivo, uno spazio della città.

Quali sono oggi le opportunità per Terni?
Ci sono risorse significative: 17 milioni di euro dai fondi FSC e 4 milioni regionali destinati alla riqualificazione del polo universitario di Pentima. Ma senza una visione questi fondi rischiano di essere sprecati. Vogliamo creare un vero polo tecnico-scientifico, che metta insieme università, formazione professionale, ricerca e imprese. Un ecosistema formativo completo.

Il centro cittadino può avere un ruolo in questo progetto?
Assolutamente sì. Il centro deve essere coinvolto con corsi e attività distintive, che parlino alla comunità. È anche una questione di identità urbana. Le istituzioni locali devono impegnarsi con continuità per ottenere risorse e costruire un’offerta attrattiva e coerente.

E i trasporti?
Sono un nodo cruciale. La mobilità è un diritto e condiziona la competitività del nostro territorio. Decisioni sbagliate sui collegamenti ferroviari potrebbero compromettere la capacità di Terni di attrarre studenti, lavoratori, famiglie. Ci stiamo muovendo insieme ad altre Regioni per difendere questo diritto e garantire al nostro territorio le connessioni di cui ha bisogno.

Quale visione guida il suo impegno in questa fase?
La convinzione che possiamo farcela, se lavoriamo insieme. Serve visione, serve unità e serve una determinazione concreta nell’agire. L’università non è solo un’opportunità, è una sfida di comunità per immaginare – e costruire – il futuro di Terni.

Redazione

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