«Terni può essere un laboratorio di eccellenza per l’università»

Intervista a Fabio Santini, Presidente del Dipartimento di Economia UNIPG, tra sogni concreti e strategie condivise per il futuro dell’ateneo ternano

Fabio Santini

Professore Santini, qual è lo sguardo che oggi porta all’università di Terni?
Porto il punto di vista di chi ha il privilegio di presiedere i corsi di Economia a Terni. È un ruolo che vivo con senso di responsabilità e passione, da “mezzosangue” ternano, come amo definirmi. Da anni insegno in questa città, e il mio impegno è dare il massimo per rafforzare e valorizzare i nostri corsi, con la consapevolezza dei limiti da affrontare e delle opportunità da cogliere.

Il sistema universitario italiano ha vissuto una frammentazione territoriale. Come si inserisce Terni in questo scenario?
La frammentazione e competizione territoriale è frutto della legge 341 del 1990 che ha concesso agli Atenei di aprire sedi decentrate. Seppure io sia ormai affezionato all’idea di una Terni universitaria, non posso sottacere che tale concessione abbia prodotto un enorme ed inutile dispendio di risorse, aprendo la via a “cattedrali nel deserto” prive di servizi. Anche su Terni il decentramento non può dirsi ancora compiuto. Stiamo lavorando alacremente con le istituzioni locali, ciascuno secondo le proprie competenze, per rendere l’offerta accademica realmente attrattiva.

Qual è la visione strategica che sta portando avanti per il corso di Economia?
Il nostro obiettivo è ambizioso ma chiaro: fare dei corsi di Terni un’eccellenza, non una copia sbiadita della sede di Perugia. Non vogliamo competere con Perugia, ma offrire il meglio possibile ai nostri studenti e al territorio. Vogliamo essere riconoscibili per ciò che siamo e per ciò che sappiamo fare bene.

Quali sono i pilastri di questa trasformazione?
Cinque le leve principali: specializzazione tematica, innovazione didattica, qualità degli spazi, relazioni con le imprese e un nuovo modello di orientamento e placement.

Partiamo dalla specializzazione. In cosa si concretizza?
Abbiamo rafforzato il percorso magistrale in Economia e Management dello sviluppo sostenibile e attivato un nuovo curriculum della laurea triennale in Gestione delle risorse umane. La nostra offerta formativa è pensata in coerenza con la ricerca che i nostri docenti svolgono. Non vogliamo soltanto corsi “alla moda”, ma percorsi solidi, capaci di integrare economia, ambiente e sociologia. Solo così possiamo attrarre studenti e rispondere ai bisogni della società.

Sul fronte della didattica, cosa cambierà?
Dal prossimo anno, la magistrale offrirà un percorso a didattica mista, grazie al consorzio ministeriale EDUNEXT. Chi vorrà seguire da remoto potrà farlo senza perdere qualità, mentre chi verrà in presenza troverà un ambiente accogliente e stimolante.

Gli spazi fanno la differenza nella vita universitaria. Cosa immagina per Terni?
Sogno un dipartimento di economia vivo, con caffetterie, aree sociali, magari un tavolo da ping pong nell’atrio, come nei campus del Nord Europa. Un luogo dove studiare, ma anche stare insieme. Stiamo dialogando con Comune e Ateneo per ambienti più moderni e funzionali, inclusa un’aula aperta 24 ore su 24, che faccia della nostra sede un vero spazio di cultura.

Che rapporto c’è con il territorio e le imprese?
Forte. Abbiamo creato l’associazione Zimè, che unisce università e mondo produttivo. Vogliamo corridoi attraversati da imprenditori e manager, scambi di idee, progetti condivisi. L’università deve essere un ponte, non una torre d’avorio.

Anche il placement e l’orientamento meritano attenzione. Come li state ripensando?
Non più semplici incontri informativi. Vogliamo offrire esperienze immersive, in cui lo studente che arriva da fuori viva per qualche giorno l’università e la città. E stiamo avviando il progetto delle “matricole adottate”, in cui aziende locali accompagneranno gruppi di studenti lungo tutto il percorso, creando relazioni che possono sfociare in opportunità concrete.

Professore, in sintesi: qual è la chiave per il futuro dell’università a Terni?
La parola chiave è insieme, una parola che anche il Prof. Marianelli, Magnifico Rettore appena eletto, ha molto cara. Solo unendo istituzioni, imprese, università e comunità possiamo costruire un futuro degno di questa città. Le condizioni oggi ci sono: non dobbiamo sprecare questa occasione.

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