“Un’università che non dialoga con la città e con i suoi giovani è un’università che si spegne. E Terni non può permetterselo.”

L'importanza della connessione tra ateneo e comunità cittadina secondo la professoressa Tiziana Laudadio

Tiziana Laudadio

Prof.ssa Laudadio, qual è oggi lo stato percepito delluniversità a Terni?
L’università a Terni è di fatto invisibile. Non la si vive come parte integrante del tessuto cittadino. È scollegata dal contesto urbano, dai giovani, e – paradossalmente – spesso anche dalla stessa città. Eppure il diritto all’istruzione è sancito dalla nostra Costituzione, e non si limita alla mera possibilità di andare a scuola, ma si estende alla qualità della formazione, al suo potenziale di generare cittadinanza attiva e benessere collettivo.

LUniversità di Perugia ha una sede a Terni. Perché non funziona come dovrebbe?
Esattamente. C’è una sede, ma quanti cittadini ne sono realmente consapevoli? Quanti studenti delle scuole superiori la considerano una possibilità concreta? Parlo quotidianamente con i miei studenti: so cosa cercano. Vogliono qualità, relazioni umane, senso di appartenenza. E invece trovano spazi inadeguati, aule spesso inagibili, una mensa pronta ma inutilizzata. Manca un vero campus. Manca identità.

Quali sono, secondo lei, i punti di forza da valorizzare?
La dimensione contenuta potrebbe essere una grande opportunità. Gli ex studenti la ricordano con affetto proprio per il contatto diretto con i docenti. Questo va difeso e potenziato: la qualità delle relazioni, la prossimità, la cura. Ma per farlo servono servizi, spazi adeguati, eventi, una struttura organizzata. Solo così si crea valore.

Ci sono eccellenze già esistenti che potrebbero fare da traino?
Il polo di Ingegneria ne è un esempio. Ha una valenza internazionale, offre il doppio titolo. Ma chi lo sa davvero? È una perla nascosta. Il problema è la comunicazione, che manca. Così come mancano biblioteche moderne, tutoraggio, una vera internazionalizzazione. Bisogna parlare anche in inglese, attrarre studenti da altri Paesi, raccontare le eccellenze con professionalità.
Un accenno, se posso, anche al Centro Multimediale, esempio brillante di recupero industriale e spazio da sempre votato alla produzione audiovisiva: lì è stato girato, tra l’altro, La vita è bella, vincitore di due Oscar. È un luogo simbolico, che rischiamo di perdere definitivamente se verrà trasferita la facoltà di Economia. Sarebbe un’occasione mancata non solo per l’università, ma per l’intera città.

Che ruolo ha la città in tutto questo?
Un ruolo cruciale. Terni deve accogliere l’università come un bene comune, non come un corpo estraneo. I giovani non vogliono solo aule: chiedono eventi, vita associativa, cultura, esperienze. Vogliono vivere l’università. Senza dialogo con la città e senza apertura verso i giovani, l’università è destinata a spegnersi. E Terni non può permetterselo.

Redazione

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1 anno fa

Il dialogo manca in anche in altri settori, pelare con gli operatori turistici, che essendo in prima linea conosco le problematiche turistiche! C’è uno snobbismo terribile in questo paese!!!

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