Giallo Fiorelli: interrogati ancora i familiari, restano ancora tanti dubbi sulla morte

Proseguono gli accertamenti sul decesso dell’ex maresciallo delle Fiamme Gialle: ascoltati nuovamente moglie, figli e fidanzata del figlio. In campo anche i Ris e gli esperti informatici.

I familiari di Andrea Fiorelli, l’ex maresciallo della Finanza trovato morto nella sua casa di Papigno nei giorni scorsi sono stati ascoltati nuovamente dai carabinieri del nucleo investigativo del comando provinciale. La convocazione è avvenuta nella mattina di lunedì alle 9, nella caserma di via Radice. A distanza di oltre tre settimane dal ritrovamento del corpo del 59enne ex maresciallo della Guardia di Finanza, trovato con la gola recisa da una motosega nella sua abitazione di Prisciano, le indagini proseguono con massimo riserbo e intensità.

Moglie, figlia, figlio e la compagna del giovane, tutti già ascoltati subito dopo il tragico evento, sono stati nuovamente interrogati come persone informate sui fatti, a conferma che gli inquirenti stanno cercando ulteriori dettagli per ricostruire con precisione le ore precedenti alla morte dell’uomo.

Il fascicolo aperto dalla procura resta classificato come omicidio volontario contro ignoti. Tuttavia, la pista di un gesto estremo da parte della vittima non è stata scartata. La complessità del caso, che presenta elementi ambigui e contraddittori, ha spinto il pubblico ministero Raffaele Pesiri ad avvalersi non solo del supporto dei RIS di Roma, ma anche di specialisti informatici impegnati nell’analisi di computer e smartphone appartenenti a Fiorelli.

Il padre dell’uomo, che lo ha trovato privo di vita nel garage, aveva dato subito l’allarme, facendo partire le indagini. Quel ritrovamento, avvenuto il 22 agosto, ha aperto uno dei casi più complessi degli ultimi anni nella zona, tanto che ogni dettaglio, dai rapporti familiari agli eventi passati, viene riesaminato sotto nuova luce.

Un passaggio particolarmente delicato riguarda i messaggi che il figlio avrebbe mostrato ai carabinieri e ai suoi legali, contenenti frasi che suggerirebbero un’intenzione suicida da parte del 59enne. Tra questi,  come rivela Il Messaggero, uno in particolare ha attirato l’attenzione degli inquirenti: «Vi faccio vedere come muore un vero finanziere».

Le verifiche sui dispositivi elettronici della vittima proseguono nella sede dei carabinieri di via Radice, con la presenza di un perito informatico, Marco Burchi, nominato dalla difesa del figlio. Ogni membro della famiglia è rappresentato da un legale: Roberto Romani tutela la moglie, Massimo Oreste Finotto segue la figlia, mentre il figlio è affiancato dagli avvocati Francesco Donzelli e Marco Ravasio.

Nel frattempo, i Ris stanno completando gli accertamenti scientifici sui luoghi frequentati da Fiorelli, in particolare il garage e gli spazi della villetta a Strada di Prisciano. Sono state isolate tracce biologiche, impronte digitali e sostanze chimiche che potrebbero risultare decisive nel confermare o escludere la pista dell’omicidio.

Il quadro investigativo sembra essersi evoluto rispetto alle prime ore dopo il ritrovamento, ma le autorità non rilasciano dichiarazioni e mantengono un assoluto riserbo. L’obiettivo è far luce su un caso che presenta ancora numerosi interrogativi, bilanciando tra la possibilità di un suicidio particolarmente cruento e quella di un omicidio messo in scena con meticolosa freddezza.

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