Pellerucci: “La salute di uno è la salute di tutti”

Parlare di salute pubblica, al PalaSì!, significa andare oltre le strutture ospedaliere per guardare alla persona prima che al paziente

Sauro Pellerucci

Gli incontri del PalaSì! nascono dal desiderio di costruire una cittadinanza più consapevole, capace di discutere con profondità e rispetto delle idee altrui. Anche il tema della salute pubblica rientra in questo percorso: non come semplice questione sanitaria, ma quale riflessione sul benessere delle persone e della comunità. 

Negli ultimi giorni, anche a seguito del Consiglio comunale aperto del 13 ottobre, si è molto parlato di sanità e, in particolare, del nuovo ospedale di Terni. Proprio da quel dibattito, a cui ho partecipa con piacere, è nata l’idea di proporre l’evento Salute Pubblica, oltre la sanità, pensato per ampliare la prospettiva e restituire alla parola salute il suo significato più pieno.

La sanità è fondamentale ma la salute è qualcosa di più grande: essa ne è il principio e il fine perché riguarda la persona, prima ancora del paziente. Non possiamo quindi limitare la riflessione alla sola dimensione ospedaliera, perché la salute dipende anche dall’ambiente, dai luoghi e dagli stili di vita, dalle relazioni che ci tengono uniti e supportano la comunità.

Qualcuno ha osservato che, durante gli incontri pubblici del PalaSì!, non si faccia abbastanza politica. Credo, invece, che sia vero il contrario: la politica è esattamente ciò che facciamo, seppure in una forma diversa e oggi non riconosciuta perché espressa con il dialogo, con l’ascolto e con la costruzione condivisa. Per noi il luogo della politica non è unarena ma uno spazio in cui le idee si incontrano, si confrontano e diventano progetti concreti. Ed è proprio da questo modo di intenderla che nascono i nostri incontri: luoghi di partecipazione aperta, dove non si tratta di schierarsi o parteggiare ma di contribuire a prendersi cura di qualcosa che appartiene a tutti.

Gli eventi già promossi nei mesi scorsi — il potere delle acque, l’università e la linea lenta — sono nati con questo spirito. Occasioni di confronto che lasciano tracce, generano pensiero e costruiscono memoria condivisa. Anche l’incontro “Salute pubblica” va in questa direzione: non un semplice commento sull’attualità, ma un momento per riflettere insieme su cosa significhi davvero salute pubblica e su come possa diventare il cuore di una nuova idea di comunità.

Per questo, quando parliamo di salute, non possiamo fermarci ai numeri degli investimenti. Non solo discutere di 500 milioni di euro, o della localizzazione di un nuovo ospedale, ma capire quali eccellenze vogliamo sviluppare, quali specializzazioni servano davvero al territorio e quale ruolo debbano avere ricerca, università e formazione. Un ospedale non può essere un semplice contenitore d’investimenti ma un centro di innovazione, attrattività e conoscenza, nell’ambito di una prospettiva che riguarda l’intera Umbria. Negli anni, Terni ha ricevuto meno investimenti sanitari rispetto ad altri territori: una disparità che va affrontata con equilibrio, non con contrapposizione. È quindi necessario riconoscere il valore e il potenziale di questa città, restituendo pari dignità e opportunità a tutte le aree che compongono la Regione dell’Umbria. Perché l’Umbria è di tutti.

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