Giustizia riparativa, verso l’avvio della sede a Terni: Regione e carceri studiano le “buone pratiche”

L’assessore Fabio Barcaioli in visita a Trento e Merano per studiare le buone pratiche di giustizia riparativa e costruire un modello territoriale condiviso

L’assessore al Welfare e all’Istruzione della Regione Umbria, Fabio Barcaioli, ha partecipato il 28 Ottobre Trento e Merano insieme a don Marco Briziarelli, direttore della Caritas diocesana di Perugia-Città della Pieve, a due docenti universitarie e ai rappresentanti della Casa Circondariale di Perugia. L’obiettivo della visita è approfondire il modello di giustizia riparativa sviluppato dalla Regione Autonoma Trentino-Alto Adige/Südtirol e dall’Università di Trento, raccogliendo esperienze utili per la costruzione di un modello umbro fondato sul dialogo e sulla coesione sociale.

Secondo Barcaioli, «queste esperienze sono preziose occasioni di conoscenza delle buone pratiche che possono aiutare la comunità umbra, che inoltre a Terni si sta per dotare della sede regionale del Centro della giustizia riparativa, a sviluppare percorsi capaci di generare trasformazione e coesione sociale». L’incontro rappresenta un momento di confronto diretto con istituzioni, professionisti e realtà territoriali che nel tempo hanno saputo costruire metodologie condivise e strumenti efficaci di dialogo.

Per l’assessore, la giustizia riparativa è «un paradigma che va oltre la dimensione processuale. Pone al centro la persona e le relazioni, coinvolgendo autore e vittima ma anche la collettività che ha subito un danno indiretto. Non vuole punire, ma aiutare a comprendere e affrontare le conseguenze del gesto». Questo approccio, sottolinea Barcaioli, rappresenta «un linguaggio diverso, fatto di ascolto e di presenza, che restituisce forza alle vittime e chiede a chi ha ferito di sostenere lo sguardo dell’altro».

Le radici di questa visione affondano nelle tradizioni di popoli antichi. «Le comunità Maori – ricorda l’assessore – la consideravano un modo per ristabilire l’armonia perduta, per rimettere in equilibrio i legami che un gesto aveva infranto». Una prospettiva che trova eco nel presente, in una società che ricerca strumenti capaci di ricucire le fratture e promuovere la responsabilità individuale.

«La giustizia – continua Barcaioli – si misura anche nella capacità di generare responsabilità e cambiamento. Anche per noi sarà un lungo lavoro fatto di studio, confronto e ascolto reciproco, ma serve coraggio per costruire percorsi che diano spazio alla verità delle vittime qualora lo desiderino. In questa ricerca di equilibrio la giustizia ritrova la sua funzione più alta: ricucire, con umiltà e rispetto, la trama lacerata della comunità».

Al termine della visita, l’assessore ha espresso la propria gratitudine verso le istituzioni trentine: «Un ringraziamento va alla Regione Autonoma Trentino-Alto Adige/Südtirol per l’accoglienza e la disponibilità al confronto. Creare un ponte di lavoro tra territori è un modo per crescere insieme, valorizzando esperienze che diventano patrimonio condiviso». Parole di riconoscenza anche per la Caritas diocesana di Perugia-Città della Pieve e per la Casa Circondariale di Perugia, «per la costante collaborazione e la capacità di costruire, con competenza e sensibilità, una rete di relazioni che tiene insieme istituzioni, comunità e persone».

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