Un balzo di diciassette posizioni porta Terni al 45° posto nella classifica 2025 sulla qualità della vita, elaborata da ItaliaOggi e Ital Communications, in collaborazione con l’Università “La Sapienza” di Roma. Il risultato, che colloca la provincia nella parte medio-alta del ranking nazionale, è stato ottenuto su un totale di 107 territori esaminati, con un punteggio complessivo pari a 625 punti. Solo poche province hanno registrato una crescita superiore: Lucca (+27), Ascoli Piceno (+25), Rimini (+21) e Prato (+18).
L’analisi approfondita degli indicatori (qui l’analisi dell’Istat di fine 2024) rivela un quadro articolato, segnato da miglioramenti sensibili in alcuni ambiti e da flessioni in altri. Nell’ambiente, Terni compie uno dei suoi passi più significativi, salendo fino al 23° posto, undici posizioni in più rispetto al 2024. Il dato riflette una progressiva attenzione alle politiche di sostenibilità, alla gestione delle risorse e alla qualità del contesto urbano. Parallelamente, nel settore lavoro e occupazione, la provincia migliora di 11 posizioni, raggiungendo la 50ª collocazione nazionale, segno di un tessuto produttivo in lieve ripresa.
Sul fronte demografico, la provincia resta invece nelle retrovie: la sezione dedicata alla popolazione registra un 96° posto, con un leggero miglioramento di una sola posizione. Va meglio nel reddito, dove l’avanzamento di nove caselle segnala un riequilibrio e una minore distanza rispetto alla fascia centrale della graduatoria.
L’indicatore della sicurezza rappresenta il salto più marcato: +54 posti in un solo anno, un risultato che incide in modo decisivo sulla risalita complessiva. Il dato evidenzia un miglioramento dell’ordine pubblico, delle condizioni di vivibilità urbana e della percezione collettiva dei cittadini.
Non mancano, tuttavia, elementi critici. L’ambito istruzione e formazione mostra una flessione di sette posizioni, dal 23° al 30° posto, a conferma delle difficoltà strutturali del territorio nel trattenere competenze qualificate e nel garantire un’offerta educativa pienamente competitiva. Anche la voce salute registra un arretramento di quattro posizioni, passando dal secondo al sesto posto, pur mantenendosi comunque nel novero delle aree più performanti sul piano dei servizi sanitari.
Più complessa la situazione nel settore turistico: con il 64° posto, Terni rimane in coda, nonostante il sorpasso su sette province rispetto al 2024. Il dato suggerisce la necessità di strategie più incisive nella valorizzazione del patrimonio culturale, naturale e degli itinerari di fruizione, oltre a un consolidamento della struttura ricettiva.
Nella panoramica nazionale, il primato resta saldo nelle mani di Milano, che guida la classifica grazie alla solidità del sistema produttivo, alla dotazione di servizi e alla qualità delle infrastrutture. Seguono Bolzano e Bologna, entrambe caratterizzate da un forte equilibrio economico e sociale. In fondo alla graduatoria si conferma Caltanissetta (107° posto), preceduta da Crotone e Reggio Calabria, che si collocano rispettivamente al 106° e 105° posto.