Il Processo al Pampepato torna protagonista a Terni con la nuova udienza d’appello, cuore satirico e culturale della manifestazione Sweet Pampepato. L’iniziativa ha animato la Biblioteca comunale durante il pomeriggio di domenica, richiamando professionisti, amministratori e cittadini per una seconda edizione costruita sul filo dell’ironia e della valorizzazione delle tradizioni locali. L’evento, curato dalla giornalista Marta Rosati, ha rilanciato la simbolica contestazione gastronomica con una formula rinnovata e particolarmente partecipata.
L’appello della “Procura del Buongusto” e il ritorno del celebre dolce in aula
L’appuntamento ha riproposto il Pampepato come protagonista di un dibattimento immaginario, dove la “Procura del Buongusto” ha riaperto il caso dopo l’assoluzione simbolica ottenuta nella passata edizione. Il dolce tipico ternano è tornato metaforicamente in aula, al centro di un processo narrativo costruito per divertire, ma anche per rafforzare il legame con un patrimonio gastronomico identitario. L’intero impianto dell’evento si è sviluppato attraverso una ricostruzione scenica che ha trasformato la sala della biblioteca in una vera corte, ribadendo il ruolo della tradizione nella vita culturale della città.
Avvocati, rappresentanti e istituzioni tra i protagonisti dell’edizione 2025
Il “dibattito” ha visto in prima fila gli avvocati Lucia Dominici, Maurizio Cecconelli, Marco Ravasio e Antonio De Angelis, che hanno animato l’aula con interventi costruiti in chiave ironica e performativa. Accanto a loro hanno partecipato anche figure istituzionali di rilievo come Federico Novelli, il sindaco Stefano Bandecchi e Nico Cipiccia. La loro presenza ha contribuito a rafforzare il valore della manifestazione, confermando il crescente interesse verso Sweet Pampepato e il suo linguaggio originale, capace di unire gastronomia, satira e promozione culturale.