Davanti al giudice Chiara Mastracchio, durante l’interrogatorio di garanzia, l’uomo arrestato per violenza sessuale aggravata ha scelto di avvalersi della facoltà di non rispondere, senza fornire chiarimenti sulle accuse che lo riguardano. Il provvedimento cautelare, disposto su richiesta della Procura di Terni, è stato eseguito al suo rientro dall’Egitto, dove si trovava da alcune settimane.
Coniugato con una cittadina italiana e padre di due figli, l’indagato avrebbe — secondo l’impianto accusatorio — abusato la scorsa estate di tre ragazze all’interno dei suoi due negozi di parrucchiere, uno situato in piazza Dalmazia e l’altro a Borgo Rivo. Nella stessa inchiesta risulta coinvolto anche un suo dipendente, anch’egli di origine egiziana.
I difensori, gli avvocati Gianluca Bassetti e Bruno Capaldini, hanno sostenuto che il loro assistito sarebbe tornato spontaneamente in Italia proprio per presentarsi all’autorità giudiziaria, contestando inoltre la solidità dell’impianto probatorio: secondo la difesa, mancherebbero elementi indiziari coerenti a sostegno delle accuse.
“Non è vero- dice l’avvocato Bassetti al TG 3 – che lui si sia allontanato perchè destinatario di una misura cautelare: doveva sottoporsi ad un intervento chirurgico programmato. Per questo abbiamo chiesto una misura più attenuata o che le misure restrittive vengano tolte del tutto”
Una ricostruzione ben diversa emerge invece dagli accertamenti effettuati dalla I sezione della squadra Mobile, coordinata dal dirigente Lorenzo Lucattoni. Gli investigatori ritengono che l’uomo e il dipendente, con modi considerati ‘‘affabili’’, avrebbero convinto le giovani a entrare nei saloni per poi consumare le violenze contestate. Le indagini proseguono ora per approfondire ogni profilo della vicenda e per verificare eventuali ulteriori episodi.