La pioggia di metà pomeriggio ha un po’ guastato l’operazione ma in piazza Europa nel pomeriggio del 17 Dicembre è andato comunque in scena regolarmente il presidio degli avvocati della camera penale di Terni per il “Sì” al referendum sulla separazione delle carriere in magistratura, meglio noto come “Referendum Giustizia”
“Non è una battaglia politica ma di equità e indipendenza della Giustizia”, dice ai microfoni di Terni Tomorrow Francesca Carcascio, presidente della Camera Penale di Terni.
“Ci battiamo, come Unione delle Camere Penali, da oltre trent’anni, precisamente dal 1988. Nel 2017, l’Unione ha raccolto oltre 72.000 firme per sostenere un disegno di legge di iniziativa popolare, che oggi ha portato alla riforma costituzionale sottoposta a referendum. Quello per cui oggi si vota è l’ultimo step, dopo la legge Vassalli e dopo il giusto processo che ci manca per una giustizia veramente giusta. Separare la magistratura giudicante da quella requirente è garanzia per il cittadino”.
“Tutti hanno diritto ad essere giudicati da un giudice terzo ed imparziale rispetto ad un pm. Anche lo sdoppiamento del Csm e la presenza dell’alta corte sono ulteriori garanzie. Chi crede nello Stato deve poter cresdere nella giustizia. Ci dicono che la separazione delle carriere metterebbe una delle due parti sotto il controllo del Governo? Invece è esattamente l’opposto: l’autonomia si protegge distinguendo i ruoli, non confondendoli. Il correntismo è ciò che questa legge vuole eliminare: la carriera di un magistrato deve procedere sulla base di una valutazione del merito, non dell’appartenenza ad una corrente politica della magistratura o ad un’altra”.