Botta e risposta sul futuro dell’edilizia residenziale pubblica tra l’assessore comunale alle Politiche Abitative Giovanni Maggi e il presidente di Ater Umbria Federico Santi. Al centro del confronto, i numeri del piano industriale quinquennale 2026-2030 e il loro impatto sulla realtà ternana.
“Vogliamo verificare come questo piano va ad impattare sulla nostra realtà ternana e abbiamo una serie di verifiche di segnalazioni da porre in evidenza”, ha dichiarato Maggi in conferenza stampa. L’assessore ha riconosciuto il “buon comportamento e il cambio di passo” dell’Ater, sottolineando come dati un tempo “quasi segreti” siano oggi accessibili a tutti grazie all’intervento del presidente Santi, “una persona estremamente dinamica”.
I numeri che non tornano
Il quadro tracciato da Maggi, presente alla conferenza di presentazione del piano Ater è tuttavia preoccupante. Da settembre 2023, quando l’amministrazione si era insediata, gli alloggi non utilizzati da ripristinare erano 306. Oggi, secondo il report Ater, sono diventati 475. “Mediamente in due anni si sono avuti 160 alloggi, quindi ogni anno 80 alloggi che vengono riconsegnati da chi ha rinunciato alla casa o per altri motivi rimangono non utilizzabili”, ha spiegato l’assessore.
A fronte di questo flusso costante, il piano quinquennale prevede la sistemazione di 430 alloggi in tutta l’Umbria, una media annua di 86 unità. “Sono irrisori”, ha commentato seccamente Maggi, sottolineando come l’Ater lavori “soltanto con finanziamenti che gli derivano dai propri affitti e dai propri fondi, quindi ha un bilancio limitato”.
Maggi poi fa il punto sulle case: nel primo bando che scade il prossimo Giugno 642 sono state le domande accettate, le escluse 37 (automaticamente dal programma informatico per mancanza di documenti e/o requisiti richiesti); la Commissione valutativa ha confermato 99 assegnazioni, 4 delle quali diventate definitive, 633 esclusi e 6 sospese per approfondimenti; Convocati per assegnazione n. 82 richiedenti risultati assegnatari con 51 assegnazioni fatte, altre 18 entro fine anno e 8 rinunce; 53 richiedenti con punti 10 presenti nella graduatoria definitiva , da effettuare istruttorie e seduta Commissione.
L’appello a Regione e Governo
L’assessore ha lanciato un appello per un intervento straordinario: “Servirebbe un intervento massiccio per un piano casa sia da parte del governo centrale che della regione”. Secondo Maggi, nonostante l’aumento delle entrate regionali varie a 184 milioni annui, “non risulta nessun atto, nessuna somma specificatamente destinata a tale scopo”.
Il Comune, dal canto suo, ha cercato di tamponare l’emergenza sistemando 16 alloggi nella zona di San Lucio e altri sei a Cesi attraverso i fondi del PNRR destinati a Palazzo Stocchi, “una residenza molto bella anche se non estremamente comoda che speriamo comunque di poter utilizzare per i nostri concittadini”. Un intervento che Maggi ha definito eccezionale, considerando che in base alla convenzione del 1985 le competenze di sistemazione, anche per gli alloggi di proprietà comunale, spetterebbero all’Ater.
La replica di Santi: “Ben sopra i livelli medi”
La risposta del presidente Santi non si è fatta attendere. In una nota diffusa in serata, ha voluto “fornire alcune specifiche” alle dichiarazioni dell’assessore. Primo punto: i 435 alloggi citati “non sono da intendersi come esaustivi delle operazioni nei cinque anni, ma andranno in completamento, per motivi di rendicontazione, entro il primo semestre del 2027”.
Per il 2026, Santi ha preso un impegno preciso: “Almeno 318 alloggi” messi a disposizione, tra quelli del PNC (66) e del PNRR (99), in avanzato stato di completamento, e quelli con fondi Ater di proprietà regionale e dei comuni (99+54). “Come si vede siamo ben sopra ai livelli medi di riconsegne annuali, stimati in 194 nel 2025, e in piena operazione di recupero del terreno perso negli anni passati”, ha precisato il presidente.
Anche Santi ha però ammesso che “per risolvere alla radice il problema, ci sia la necessità di ulteriori finanziamenti nel prossimo futuro”, aggiungendo di essere “fiduciosi di avere, a breve, buone notizie anche su questo versante”.