Un’interrogazione parlamentare a risposta scritta è stata depositata al Ministro delle Imprese e del Made in Italy dalla depuatata del Movimento 5 stelle Emma Pavanelli per sollecitare un intervento concreto sulla crisi dello stabilimento Moplefan di Terni, fermo da circa sei mesi. L’impianto del polo chimico ternano rappresenta un asset strategico per l’occupazione e per il patrimonio di competenze industriali del territorio umbro, con i lavoratori attualmente in cassa integrazione.
Tavoli ministeriali senza esiti concreti
La situazione dello stabilimento risulta particolarmente critica nonostante l’esistenza di un piano industriale certificato e l’apertura di un tavolo istituzionale presso il Ministero. La crisi dell’azienda ha natura finanziaria, ma le trattative avviate nelle sedi istituzionali si sono concluse senza produrre soluzioni operative che possano sbloccare l’impasse.
Il fermo produttivo, che si protrae ormai da circa sei mesi, continua ad aggravare una situazione già compromessa, alimentando preoccupazioni sul futuro dell’impianto e sull’occupazione dei dipendenti coinvolti.
L’ipotesi Invitalia resta senza tempi definiti
Tra le possibili soluzioni discusse emerge l’ipotesi di un intervento di Invitalia, la società pubblica che gestisce gli investimenti strategici dello Stato. Tuttavia, questa prospettiva rimane ad oggi priva di certezze concrete e soprattutto di una tempistica definita per l’eventuale attuazione. Nei giorni scorsi si è diffusa la possibilità dell’ingresso di un imprenditore israeliano
Il rinvio delle decisioni operative, secondo Pavanelli, rischia di compromettere definitivamente il piano di rilancio industriale previsto per lo stabilimento, con la conseguente possibilità di uno smantellamento progressivo di un presidio industriale considerato fondamentale per l’economia locale.
Richiesta di responsabilità da parte dello Stato
La deputata pentastellata chiede al Governo l’adozione di iniziative urgenti per favorire una soluzione industriale concreta, capace di superare l’attuale blocco finanziario e garantire la continuità produttiva dell’impianto ternano. La tutela dei lavoratori coinvolti rappresenta una priorità evidenziata nel documento.
La questione si inserisce nel contesto più ampio della desertificazione industriale che il territorio umbro sta progressivamente subendo. L’interrogazione sottolinea la necessità di scelte chiare, tempi certi e un’assunzione di responsabilità da parte dello Stato per salvaguardare occupazione, produzione e futuro industriale di Terni.
“Lo stabilimento Moplefan – conclude – rappresenta non solo un elemento produttivo, ma anche un concentrato di competenze specialistiche nel settore chimico che il sistema industriale italiano non può permettersi di disperdere. La prolungata sospensione dell’attività rischia di causare la perdita irreversibile di questo know-how tecnico e professionale”