Il Campo Scuola Casagrande di Terni è stato al centro di un acceso confronto durante il Consiglio comunale del 22 dicembre 2024. La seduta, inizialmente convocata per ratificare aspetti tecnici legati all’inaugurazione dell’impianto, si è trasformata in un dibattito sulle tempistiche e sulla gestione del progetto dopo l’intervento del sindaco Stefano Bandecchi. La struttura, finanziata con 1,65 milioni di euro del PNRR durante il Governo Conte II, doveva riaprire a gennaio 2025 ma rimane ancora chiusa, generando polemiche politiche sulla mancata realizzazione delle promesse elettorali.
Le critiche dell’opposizione sulla gestione del progetto
Durante la seduta consiliare, Guido Verdecchia (Misto, ex Ap) ha tracciato un parallelo critico tra diverse iniziative amministrative: “Nessuna differenza tra l’azzeramento delle liste d’attesa, la trasformazione del Verdi e l’ampliamento del Campo Scuola. Tutte promesse non mantenute anzi dovremmo dire grazie alla precedente giunta che ha reperito le risorse”. Il riferimento è ai fondi europei ottenuti dalla precedente amministrazione per il rifacimento della pista, degli spogliatoi e l’adeguamento sismico della tribuna.
Verdecchia affonda il colpo dopo la bocciatura di Collescipoli da I Borghi più belli: “Nel giro di pochi giorni, il castello di carte delle promesse elettorali della Giunta Bandecchi sta crollando miseramente sotto i colpi della realtà. Anche sul Camposcuola le promesse sono andate in fumo. Ci avevano garantito la 7ª e l’8ª corsia, parlavano di grandi opere, di stadio internazionale. La realtà? Il Consiglio approva una variante al ribasso. Niente ampliamento, niente grande rilancio. Solo l’ennesima retromarcia. Turismo e grandi eventi: due pilastri su cui questa Giunta aveva giurato di far rinascere Terni sono oggi i simboli della loro totale inadeguatezza. Ho lasciato la maggioranza proprio perché non potevo più essere complice di questo modo di fare politica: tanti annunci, zero fatti. Terni non può vivere di slogan mentre perde occasioni”
Pierluigi Spinelli del Pd ha sottolineato le difficoltà tecniche emerse fin dai primi sopralluoghi riguardo al progetto di ampliamento alla settima e ottava corsia: “Dai sopralluoghi ci rendemmo subito conto che era complicato riuscirvi. Non avendo il dono dell’infallibilità basterebbe ammettere l’inesattezza e tornare sui propri passi”. La consigliera Cinzia Fabrizi ha criticato la gestione della procedura: “Non condivido come è stata gestita la procedura, non perché sia contraria all’apertura. In campagna elettorale sono state fatte delle promesse, che non sono state mantenute”.
Le difese della giunta e i lavori in programma
L’assessore Giovanni Maggi ha difeso l’operato dell’amministrazione, definendo il progetto originario “nato monco” e sottolineando la necessità di interventi correttivi: “Siamo dovuti intervenire per ovviare agli errori. A breve partiranno i lavori per la nuova recinzione in via Aleardi. Interverremo per le torri faro, gli accessi per i vigili del fuoco e la sistemazione dell’ingresso pedonale, trovando delle risorse che non c’erano in precedenza”.
La variazione di bilancio per l’adeguamento delle vie di esodo, le manutenzioni straordinarie e la riqualificazione delle torri faro è stata approvata con 17 voti favorevoli, sei contrari e quattro astenuti, evidenziando una maggioranza a sostegno degli interventi proposti dalla giunta.
Le accuse del Movimento 5 Stelle su promesse e scadenze
Daniele Pica, rappresentante del gruppo territoriale del Movimento 5 Stelle di Terni, ha attaccato duramente l’operato del sindaco Bandecchi. Secondo Pica, in campagna elettorale nel 2023 il sindaco aveva promesso di riaprire l’impianto in sei mesi, mentre a fine 2025 il Campo Scuola risulta ancora chiuso. Il consigliere ha ricordato il sopralluogo di gennaio 2025 definendolo uno “show” con telecamere accese durante il quale venne annunciata la realizzazione della settima e ottava corsia per portare “gare internazionali a Terni”.
La promessa dell’ampliamento secondo Pica “tecnicamente irrealizzabile” per diverse ragioni: sarebbero necessari 3,5 metri in più di spazio non disponibili, bisognerebbe demolire una tribuna appena ristrutturata con fondi europei, mancherebbero parcheggi adeguati, tribune e spogliatoi idonei per ospitare competizioni internazionali. Il risultato, secondo il Movimento 5 Stelle, è un progetto abbandonato con 457 mila euro stanziati dalla Fondazione Carit che sono stati restituiti.