La copertura H24 del pronto soccorso dell’ospedale di Orvieto non è a rischio. È questa la risposta che la presidente della Regione Umbria, Stefania Proietti, ha fornito durante la sessione di question time dell’Assemblea legislativa, in risposta all’interrogazione presentata dal capogruppo della Lega, Enrico Melasecche. L’esponente leghista aveva sollevato la questione della possibile chiusura notturna del pronto soccorso orvietano, chiedendo chiarimenti sullo stato della rete emergenza-urgenza nella provincia di Terni e sulle misure concrete messe in campo dall’amministrazione regionale.
Il contesto: una rete provinciale sotto pressione
Al centro del dibattito c’è la fragilità strutturale del sistema sanitario provinciale, che interessa circa 220mila abitanti distribuiti su 33 Comuni in un territorio ampio, caratterizzato da aree interne e tempi di percorrenza spesso incompatibili con le esigenze dell’urgenza clinica. Melasecche ha sottolineato come il comprensorio orvietano rivesta una posizione strategica, essendo attraversato dall’Autostrada A1 e dalla direttrice ferroviaria Roma-Firenze-Milano, con conseguente esposizione a incidenti anche ad alta complessità.
Secondo il capogruppo leghista, i presidi di Narni e Amelia non garantiscono una copertura equivalente a un pronto soccorso pienamente attivo, mentre il pronto soccorso di Terni soffre già di un sovraccarico strutturale dovuto all’elevato numero di accessi giornalieri. In questo quadro, una riduzione del servizio notturno a Orvieto avrebbe effetti a cascata sull’intera rete provinciale.
La risposta di Proietti: nessun depotenziamento, ma il problema viene da lontano
Proietti ha riconosciuto l’esistenza di criticità, attribuendole però a dinamiche consolidatesi nel tempo. “Criticità ci sono e nascono da lontano”, ha affermato la presidente, precisando che “la rete dell’emergenza-urgenza nel ternano non ha subito nessun depotenziamento rispetto al passato, né subirà alcun depotenziamento”.
Il nodo centrale rimane quello del reclutamento del personale medico. Nel 2018 l’organico del pronto soccorso di Orvieto contava 11 medici più il direttore di struttura; dal 2019 il numero è sceso progressivamente fino a 6 medici più il direttore della struttura complessa. Un calo che riflette una difficoltà comune a molte zone disagiate del Paese.
Le soluzioni annunciate: concorsi, pool di medici e nuove assunzioni
Sul fronte delle misure concrete, Proietti ha elencato una serie di interventi già avviati o in programma:
- Procedure selettivo-concorsuali già attivate nel 2025, con il reclutamento di 2 nuovi medici.
- Almeno 4 nuove assunzioni previste nel 2026, con l’Asl 2 nel ruolo di azienda capofila per lo svolgimento del concorso a livello regionale.
- Disponibilità di medici dell’Azienda Umbria2 per la copertura dei turni tramite produttività aggiuntiva.
- Istituzione di un modello organizzativo innovativo basato su un pool di professionisti medici dipendenti dall’Usl 2, assegnati a reparti con discipline equipollenti a medicina e chirurgia d’urgenza.
Sul piano territoriale, è stato ricordato che nel 2022 la rete di emergenza-urgenza provinciale è stata riorganizzata con l’istituzione dell’automedica di Fornole, collocata in posizione baricentrica rispetto al territorio, in sostituzione delle due precedenti postazioni medicalizzate di Narni e Amelia.
La replica della Lega: servono fatti, non promesse
Melasecche ha chiuso il dibattito con un invito alla concretezza. “Speriamo che quelle ascoltate oggi non siano solo promesse, come successo in passato. Verificheremo mese dopo mese le cose dette”, ha dichiarato, annunciando di fatto un monitoraggio continuativo sull’effettiva attuazione degli impegni presi dalla giunta regionale.