Buone notizie per cittadini e visitatori: la mostra Lancia di Luce Terni è stata prorogata fino al 22 marzo 2026. L’esposizione, dedicata alla nascita dell’opera simbolo della città realizzata da Arnaldo Pomodoro, continua a registrare un interesse crescente di pubblico. Inaugurata il 3 dicembre 2025 in occasione del trentennale del monumento, la mostra è ospitata al CAOS – Centro Arti Opificio Siri e rappresenta uno degli appuntamenti culturali più significativi dell’anno per la città.
Un viaggio nella nascita dell’obelisco simbolo di Terni
Il percorso espositivo ricostruisce gli undici anni di lavoro che portarono alla realizzazione della Lancia di Luce, l’opera più alta mai realizzata da Pomodoro e l’unica interamente in acciaio. Attraverso fotografie storiche, documenti originali, lettere, disegni, video inediti e materiali d’archivio, i visitatori possono scoprire il processo creativo e produttivo che ha trasformato un’idea artistica in un monumento identitario. Non solo arte contemporanea: la mostra racconta anche il forte legame tra l’artista e le maestranze delle acciaierie ternane, protagoniste nella realizzazione dell’opera. Un intreccio tra arte, industria e memoria collettiva che restituisce il senso profondo della città.
Un progetto condiviso tra istituzioni e territorio
L’esposizione è stata voluta e organizzata dall’assessorato alla Cultura del Comune di Terni, con il sostegno di Arvedi Acciai Speciali Terni e Fondazione CARIT, in collaborazione con il CAOS. La proroga consente ora a un pubblico ancora più ampio di immergersi in una storia che intreccia arte, lavoro e identità urbana. Visitare la mostra significa comprendere come la Lancia di Luce non sia soltanto un capolavoro dell’arte contemporanea, ma anche una testimonianza concreta della vocazione industriale di Terni e del dialogo tra creatività e acciaio che ha segnato la storia recente della città. L’esposizione è aperta dal giovedì alla domenica, dalle 10 alle 13 e dalle 16 alle 19, con ingresso gratuito. Un’opportunità preziosa per cittadini, studenti e turisti di riscoprire uno dei simboli più rappresentativi del territorio, prima della chiusura fissata per il 22 marzo 2026.