Mostra Collezione d’arte Signorelli Burri Terni prorogata fino al 6 aprile

Prorogata fino al 6 aprile la mostra Collezione d’arte. Da Signorelli a Burri a Palazzo Montani Leoni di Terni: già 9.000 visitatori per l’esposizione promossa da Fondazione Carit.

La mostra Collezione d’arte Signorelli Burri Terni sarà prorogata fino al 6 aprile 2026. Dopo il tutto esaurito registrato nel weekend di San Valentino, la Fondazione Carit ha deliberato l’estensione dell’apertura, forte di un risultato significativo: 9.000 visitatori. L’esposizione, allestita a Palazzo Montani Leoni, continuerà dunque dal 1° marzo al 6 aprile 2026, confermandosi uno degli appuntamenti culturali più rilevanti dell’anno a Terni.

Un percorso dal Trecento al Novecento

La mostra Collezione d’arte Signorelli Burri Terni propone un itinerario cronologico che attraversa secoli di storia dell’arte. Si parte dalle testimonianze pittoriche del Trecento, con opere riconducibili alla cerchia di Taddeo Gaddi, per arrivare ai protagonisti del Rinascimento. Tra le opere di maggiore rilievo figurano lavori provenienti dalle botteghe di Perugino e Tiziano, accanto a una tavola di Luca Signorelli, figura emblematica del Rinascimento umbro-toscano. Il percorso prosegue con il Barocco e il caravaggismo, rappresentati da artisti come Artemisia Gentileschi e Mattia Preti, fino al Settecento del vedutismo e ai paesaggi ispirati alla Cascata delle Marmore.

Dall’Impressionismo a Burri

Una sezione significativa della mostra Collezione d’arte Signorelli Burri Terni è dedicata all’Ottocento e al primo Novecento. Spiccano le opere recentemente acquisite di Alfred Sisley e Camille Pissarro, che introducono al sentimento del vero tra realismo e impressionismo. Il percorso si conclude con i grandi maestri umbri o attivi nel territorio nel Novecento, tra cui Alberto Burri e Agostino Bonalumi. Presenti anche opere di Orneore Metelli e sculture di Vincenzo Gemito.

Upatrimonio condiviso

La proroga testimonia il valore del progetto culturale promosso dalla Fondazione Carit. L’obiettivo è rendere accessibile alla comunità un patrimonio normalmente poco fruibile, tra dipinti, sculture e oggetti d’arte. La mostra si conferma così un ponte tra memoria e contemporaneità, capace di intrecciare tradizione rinascimentale e ricerca artistica moderna in un unico percorso espositivo.

Redazione

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