A Terni cresce il numero delle famiglie in difficoltà e la rete solidale prova a rispondere con risorse sempre più limitate. È il quadro che emerge dal bilancio 2025 dell’San Vincenzo de’ Paoli, che nel corso dell’anno ha assistito 1.921 persone, con un aumento del 15% rispetto al 2024. Gli aiuti economici distribuiti hanno raggiunto quota 66.695 euro, mentre oltre 57mila chilogrammi di generi alimentari sono stati consegnati grazie anche al supporto del Banco Alimentare. Nonostante l’impegno, le risorse disponibili risultano in calo. Il dato più significativo riguarda la crescita delle famiglie italiane in difficoltà, spesso con un lavoro ma incapaci di sostenere il costo della vita, soprattutto in presenza di figli.
Povertà a Terni: lavoro fragile e solitudine degli anziani
Il fenomeno della povertà a Terni si presenta sempre più complesso. L’associazione evidenzia difficoltà diffuse nel reinserimento lavorativo, soprattutto per gli adulti, e un aumento delle situazioni di fragilità anche tra chi ha un’occupazione. A pesare sono salari insufficienti e reti familiari sempre più deboli. Gli anziani soli rappresentano un’altra emergenza crescente, spesso privi di supporto quotidiano. In questo contesto, la San Vincenzo rafforza la propria presenza attraverso centri di ascolto e visite domiciliari, strumenti fondamentali per offrire non solo aiuti materiali ma anche sostegno umano e relazionale, elemento centrale dell’attività associativa.
Emporio Bimbi e progetti sociali: sostegno concreto a famiglie e minori
Tra le iniziative più rilevanti si conferma l’Emporio Bimbi, punto di riferimento per famiglie con bambini da 0 a 14 anni. Nel 2025 sono stati assistiti 510 minori, con un incremento del 5%. Il progetto, sostenuto anche dalla Fondazione Carit, ha garantito distribuzione di beni essenziali, supporto scolastico e attività educative. Accanto agli aiuti economici, l’associazione ha investito nel contrasto alla povertà educativa, sostenendo spese scolastiche, trasporti e attività formative. Il valore dei beni distribuiti, tra vestiario e attrezzature, supera i 60mila euro, confermando l’importanza del recupero e riutilizzo come strumento di inclusione sociale.
Volontariato e rete solidale: il ruolo chiave per il futuro
A sostenere l’intera attività sono 84 volontari, affiancati da 37 collaboratori esterni e da un gruppo di giovani impegnati nella cosiddetta “miniconferenza”. Un segnale importante per il futuro dell’associazione, che punta sul coinvolgimento delle nuove generazioni per rafforzare la cultura della solidarietà. Fondamentale anche il contributo di enti e realtà del territorio, tra cui la Caritas e numerose istituzioni locali. In un contesto sociale sempre più fragile, la rete costruita dalla San Vincenzo rappresenta un presidio essenziale contro l’esclusione, capace di restituire dignità e speranza a chi vive ai margini.
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