Le sponde del lago di Piediluco, nella frazione lacustre del Comune di Terni, si stanno trasformando sempre più in un’area disordinata e poco decorosa, occupata da imbarcazioni abbandonate o lasciate al proprio destino per l’intera stagione estiva. Alcune portano ancora il cartello “vendesi”, altre vengono parcheggiate sul bagnasciuga senza alcun criterio, generando malcontento tra residenti e turisti.
Nonostante gli annunci dell’amministrazione comunale, nulla è stato fatto per regolamentare l’attracco dei natanti. Il piano previsto per l’estate, che avrebbe dovuto assegnare spazi distinti a residenti e non residenti, è rimasto lettera morta. Le promesse di gestione ordinata, basata su richieste formali e progetti allegati per realizzare approdi, si sono infrante contro il malcontento locale, soprattutto per l’introduzione di una tassa per l’occupazione del suolo pubblico.
Nel frattempo, ognuno continua ad agire in autonomia: c’è chi si ricava uno spazio tra le cannucce e chi costruisce veri e propri porticcioli fai-da-te, utilizzando materiali inappropriati per un ambiente così delicato. Il lago, infatti, non può sostenere più di 300 natanti, come evidenziato dagli studi condotti dall’Università di Perugia. Oltre questa soglia si rischiano inquinamento e sovraccarico ambientale, con le barche a motore che dominano sul numero, lasciando alle remiere solo poche decine di mezzi a remi.
La situazione peggiora nei mesi estivi, con un incremento incontrollato delle imbarcazioni. In molti arrivano in auto con carrelli, mettono in acqua la barca per poi ritirarla a fine giornata, mentre altri lasciano i mezzi a marcire sulle rive o, peggio, sul fondale del lago. L’anno scorso, il Comune di Terni fu costretto a intervenire con una campagna di recupero dei natanti abbandonati: oltre dieci furono rimossi e smaltiti, senza che nessuno ne rivendicasse la proprietà.
Il progetto di riqualificazione del lago, annunciato con enfasi, sembra essere scomparso dall’agenda comunale, lasciando spazio a degrado, caos e conflitti tra gli utilizzatori del bacino. Le tre società di canottaggio – CLT, Ternana e Circolo Canottieri – continuano a condividere lo specchio d’acqua con imbarcazioni private, battelli turistici, barche a vela e motoscafi, generando frequenti tensioni e scontri tra gli utenti.
Serve ora un intervento deciso da parte dell’amministrazione, per riportare ordine e rispetto delle regole in un’area che ha un grande valore paesaggistico, turistico e sportivo. Una nuova regolamentazione sull’uso del lago di Piediluco è urgente e necessaria, per garantire una coesistenza sostenibile tra le diverse realtà che vi operano.