Piano rifiuti, Batini accusa la Regione: “Va cambiato, penalizza Ast”

Il consigliere di Ap Claudio Batini interviene sul nuovo Piano Regionale dei Rifiuti e chiede attenzione sui costi legati alla gestione delle scorie industriali di Acciai Speciali Terni.

Il consigliere di Ap Claudio Batini ha sollevato il tema del Piano Regionale dei Rifiuti dell’Umbria e dei possibili effetti economici sulla produzione siderurgica di Terni, sostenendo che la gestione delle scorie rappresenti un elemento centrale per il futuro di Acciai Speciali Terni. L’intervento arriva mentre prosegue il dibattito sul caro energia che interessa il polo siderurgico di viale Brin e sulle condizioni necessarie per sostenere l’attività industriale.

Sul caro energia che attanaglia viale Brin assistiamo a una rincorsa quotidiana di prese di posizione e dichiarazioni indignate, ma su un’altra criticità per il polo siderurgico si opera una censura di comodo. Si tratta del Piano Regionale dei Rifiuti e della stangata ambientale ed economica che si prepara a Palazzo Cesaroni”, ha dichiarato Batini.

Secondo il consigliere di Ap, il confronto pubblico si sarebbe concentrato soprattutto sui costi energetici, mentre avrebbe ricevuto meno attenzione il tema della gestione dei residui di lavorazione dell’acciaieria. Per il rappresentante di maggioranza in comune, il ciclo delle scorie industriali costituisce una componente rilevante dei costi aziendali e della competitività dello stabilimento ternano.

Il ruolo delle scorie nel sistema produttivo siderurgico

Batini ha ricordato di aver già affrontato la questione durante le sedute del Cal di oltre un mese fa, evidenziando la necessità di considerare l’acciaieria nella sua complessità. “Una acciaieria non vive di sola corrente elettrica”, ha sottolineato, richiamando l’attenzione sulle diverse componenti che incidono sull’equilibrio economico di un impianto industriale.

Secondo quanto dichiarato dal consigliere, la gestione delle scorie e dei residui di produzione rappresenta una voce significativa del bilancio industriale, insieme ai costi energetici e agli altri fattori che determinano la sostenibilità della produzione.

Nel suo intervento Batini ha inoltre ampliato il quadro territoriale della discussione, sostenendo che Acciai Speciali Terni non riguardi esclusivamente il capoluogo o l’area della cosiddetta “bassa Umbria”, ma abbia un impatto sull’intero sistema economico regionale.

Acciai Speciali Terni non è una questione circoscritta al comune capoluogo o alla ‘bassa Umbria’, ma è il motore trainante dell’intero Pil e dell’occupazione regionale”, ha affermato.

L’appello alla Regione sul Piano Rifiuti

Il consigliere di Ap ha rivolto un appello ai rappresentanti istituzionali umbri chiedendo un confronto sul contenuto del Piano Regionale dei Rifiuti e sulle misure previste per il settore siderurgico.

Il Piano Rifiuti va discusso e corretto subito, senza sconti e senza alibi per nessuno”, ha dichiarato Batini, invitando i consiglieri regionali, sia di maggioranza sia di opposizione, a valutare gli effetti delle decisioni sul comparto industriale ternano.

Al centro delle osservazioni ci sono la rimodulazione del Piano Rifiuti, le prescrizioni autorizzative e le aliquote dell’ecotassa regionale sulle discariche. Secondo Batini, questi strumenti potrebbero incidere direttamente sui costi sostenuti dalle aziende che gestiscono attività siderurgiche e impianti collegati al trattamento dei residui produttivi.

Aumentare il prelievo tributario o imporre vincoli punitivi sul ciclo delle scorie significa drenare milioni di euro all’azienda, rendendo insostenibile la produzione prima ancora che arrivino le bollette elettriche”, ha dichiarato il consigliere.

Il confronto politico sulla tutela dell’industria

Nel suo intervento Batini ha richiamato anche un precedente confronto amministrativo legato alla discarica di vocabolo Valle, ricordando il percorso che aveva coinvolto il Comune di Terni e Arvedi sulle garanzie ambientali e sulla tutela della falda.

Quando il Comune di Terni affrontò la partita della discarica di vocabolo Valle imponendo ad Arvedi massime garanzie a tutela della falda e della salute, il sindaco Stefano Bandecchi venne accusato strumentalmente di bloccare lo sviluppo e gli investimenti industriali”, ha affermato.ò

Redazione

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