Le continue chiusure di attività commerciali e il degrado del centro città di Terni richiedono interventi urgenti. Confartigianato avverte che la situazione potrebbe diventare irreversibile senza l’adozione di misure straordinarie.
La situazione attuale del centro città è preoccupante: chiusure in serie e degrado stanno mettendo in ginocchio il commercio locale, nonostante i ripetuti allarmi di Confartigianato. La mancanza di soluzioni a breve termine rende difficile immaginare un rilancio senza l’adozione di strumenti straordinari.
Terni presenta una delle più alte concentrazioni di medie e grandi superfici commerciali dell’Umbria, senza però poter contare su un numero adeguato di residenti, poli universitari attrattivi, o forti flussi turistici. Inoltre, i canoni di locazione elevati e le tassazioni locali massime rendono ulteriormente complessa la ripresa delle attività commerciali. Confartigianato spiega: “Terni ha un’incidenza elevatissima delle medie e grandi superfici commerciali, la più alta dell’Umbria, ma senza un numero sufficiente di residenti, poli universitari attrattivi o forti flussi turistici”.
La Regione Umbria ha avviato la riforma del Testo Unico e il Comune di Terni sta lavorando su progetti come il Qsv e Interest per la rigenerazione urbana. Tuttavia, gli effetti positivi di queste azioni richiederanno tempo, e nel frattempo il rischio di desertificazione del centro città continua a crescere. Confartigianato osserva: “I primi effetti di tali azioni si avranno tra troppo tempo e nel frattempo la desertificazione sarà irreversibile”.
Le chiusure portano degrado, che a sua volta riduce l’attrattività commerciale, causando ulteriori chiusure. Questo fenomeno è visibile anche nei trasferimenti di attività verso altre zone della città, con i residenti delle periferie che evitano sempre più frequentemente il centro cittadino. Confartigianato avverte: “I circoli viziosi – chiusure, degrado, minore attrattività commerciale, ulteriori chiusure – sono fenomeni pericolosissimi e già in atto”.
Uno studio di Confartigianato ha evidenziato che, a differenza di altre città italiane, Terni e l’Umbria hanno offerto incentivi limitati e mirati solo all’internazionalizzazione e alla digitalizzazione. Città come Latina, Salerno e Trento hanno implementato politiche di incentivo più efficaci per il commercio locale. Mauro Franceschini, presidente di Confartigianato, spiega: “A Terni e in Umbria per le imprese commerciali sono stati disponibili incentivi molto limitati e puntati solo sull’internazionalizzazione e sulla digitalizzazione”.
Confartigianato propone un piano di emergenza. Per contrastare la crisi del centro città, è necessario un intervento congiunto del Comune di Terni e della Regione Umbria basato su cinque punti principali:
- Programmazione di eventi per supportare il commercio tradizionale e l’artigianato locale, con nuove regole per evitare concorrenza sleale.
- Incentivi per investimenti in arredi, macchinari e opere murarie, con premialità per negozi storici e promozione delle tipicità enogastronomiche.
- Semplificazione del cambio di destinazione d’uso dei locali per ridurre gli oneri burocratici.
- Riduzione della fiscalità locale (TARI, Canone Unico) per le imprese.
- Miglioramento del decoro urbano e interventi per la sicurezza, come la pulizia, la manutenzione degli arredi urbani e l’installazione di videocamere di sorveglianza.
Il piano di emergenza di Confartigianato mira a mantenere viva la base commerciale del centro di Terni, soprattutto per le attività storiche, creando un ponte verso l’adozione delle politiche di rigenerazione urbana attualmente in sviluppo. “Il piano deve essere mirato a consentire il mantenimento in vita della base minima delle attività commerciali, a partire dalle storiche”, conclude Confartigianato.