Strascico penale per la manifestazione contro il Ddl Sicurezza, andata in scena lo scorso fine settimana a Terni. Poco dopo la fine dell’evento un militante di Potere al Popolo è stato fermato e perquisito alla stazione ferroviaria, perdendo il treno per Perugia. Secondo la ricostruzione fornita dal partito, senza un apparente motivo gli sarebbe stata notificata una denuncia per resistenza a pubblico ufficiale.
In una nota ufficiale, Potere al Popolo ha definito quanto accaduto “un grave episodio di abuso di autorità ed intimidazione nei confronti di chi pratica il proprio diritto a manifestare”.
“Gli agenti hanno chiesto al nostro compagno di srotolare le bandiere che portava con sé (una della Palestina e una di Potere al Popolo) per prenderne visione”, si legge nel comunicato. “Il nostro compagno si è mostrato disponibile, ha presentato i documenti e mostrato le bandiere. Tuttavia, alla richiesta di potersi recare a prendere il treno, la risposta è stata: ‘Tu non vai da nessuna parte’”.
Il militante è stato quindi condotto negli uffici della Polfer, dove il suo zaino è stato perquisito. “È stato rilasciato solo dopo che il treno era già partito, ricevendo una denuncia per resistenza a pubblico ufficiale, che non c’è mai stata”, denuncia il partito.
Potere al Popolo collega l’episodio a un clima più ampio di repressione delle manifestazioni. “Questo episodio conferma il clima repressivo che si respira in tutto il Paese”, affermano i rappresentanti del movimento. “Se qualcuno pensa di poter limitare il nostro diritto a manifestare con atti di intimidazione, ha capito male. Torneremo presto a riempire le strade della nostra città con le nostre bandiere, le nostre grida e la nostra determinazione”.
Al momento, Potere al Popolo valuta eventuali iniziative in risposta all’accaduto, mentre spetterà alla magistratura accertare i fatti e chiarire le circostanze che hanno portato alla denuncia.