Un quadro in sostanziale peggioramento, al quale non si riesce a trovare una soluzione, nonostante le sollecitazioni che continuano ad arrivare da più parti. L’emergenza casa è risuonata forte nell’ambito del congresso regionale della Sicet Cisl, il sindacato degli inquilini, ospitato dalla sede del sindacato in via del Cassero. Presenti il segretario ternano di Cisl Riccardo Marcelli, quello regionale Angelo Manzotti e il segretario nazionale Sicet Fabrizio Esposito, oltre a quello regionale e riconfermato Gino Bernardini.

“La situazione va peggiorando – sottolinea Bernardini – perchè c’è sempre più gente che ha bisogno della casa e sempre meno alloggi. Anche la legge regionale per i bandi non aiuta: è penalizzante per le famiglie che si trovano a pagare reati commessi da figli o nipoti magari 10 anni fa e così restano fuori dalla possibilità di richiedere una casa. La situazione a Terni, con 85 case assegnate a fronte di 600 richieste è emblematica, ma anche nel resto dell’Umbria non va meglio”
Un tema, questo della nuova legge regionale sulle case popolari che è già stato motivo di scontro fra Regione e Comune, come ribadito anche dall’assessore comunale Giovanni Maggi, ex dirigente Cisl e ospite dell’evento: “Secondo noi i criteri sono troppo larghi”, ha sottolineato Maggi che però proprio sulla questione dei reati ha una posizione molto diversa: “Bisogna valutare caso per caso – spiega – mentre la legge proposta dalla nuova Giunta non tiene conto di alcuni reati particolarmente odiosi e non coniugabili con il contesto sociale, in particolare con quello degli alloggi popolari. Inoltre il limite della residenza è stato ridotto da 5 anni ad 1, con la conseguenza che tutti coloro che sono in lista di attesa saranno scavalcati da chi è appena arrivato”.
Benardini rilancia sui temi caldi: “La mobilità è un altro problema: serve un bando per i disabili, con case dedicate, altrimenti queste persone che non possono magari salire o scendere le scale, rischiano di restare segregate in casa”. E ancora: “In Umbria ci sono 800 case da ristrutturare, ma nessuno tira fuori i soldi per farlo”. Esempio tipico della situazione, le tante realtà della periferia ternana (San Giovanni, ma anche via Botondi e dintorni), dove gli inquilini lamentano condizioni igieniche precarie e anche scarsa sicurezza: “Lo abbiamo segnalato più volte ad Ater, che abbiamo messo davanti ad un tavolo con le istituzioni, ma la burocrazia frena”, sottolinea.