La sosta a pagamento in Umbria vale 9,5 milioni: Orvieto seconda città per incassi

Dai dati Siope 2025 emerge il peso economico di parcheggi e parchimetri: Orvieto e Terni tra i primi per incassi, Assisi guida la classifica.

La sosta a pagamento in Umbria garantisce complessivamente quasi 9,5 milioni di euro alle casse comunali. È quanto emerge dai dati Siope relativi al 2025, che fotografano gli incassi derivanti da parcheggi custoditi e parchimetri nei principali centri della regione. I numeri riguardano soprattutto i comuni medio-grandi e quelli a forte vocazione turistica, mentre le realtà più piccole risultano in gran parte escluse dal computo.

Tra i primi enti per volume di incassi figurano Orvieto e Terni, che superano entrambe la soglia del milione di euro. A Orvieto, gli introiti derivanti dalla sosta a pagamento raggiungono 1.952.005 euro, un dato che conferma il ruolo centrale della gestione dei parcheggi in una città caratterizzata da un centro storico complesso e da flussi turistici costanti durante tutto l’anno.

Segue Terni, dove gli incassi ammontano a 1.208.586 euro. Dalla città dell’Acciaio arriva però anche un segnale significativo sul fronte delle politiche di sosta: la prima mezz’ora gratuita per chi utilizza l’app di pagamento, introdotta in via sperimentale, è diventata strutturale. Una scelta che consente di effettuare soste brevi senza costi, agevolando cittadini e utenti per commissioni rapide e riducendo l’impatto economico sulle famiglie. Un modello già adottato anche a Foligno.

Proprio Foligno, città della Quintana, registra incassi più contenuti, pari a 297.074 euro. In questo caso, la gestione della sosta è accompagnata da diverse agevolazioni per chi deve parcheggiare in centro, con l’obiettivo di favorire la rotazione delle auto senza penalizzare l’accesso alle attività commerciali.

A guidare la classifica regionale resta comunque Assisi, che registra gli introiti più elevati in assoluto. Nel 2025 la città ha incassato 2.474.681 euro dalla sosta a pagamento. Un dato coerente con il primato di Assisi anche sul fronte della tassa di soggiorno, che ha raggiunto 2,3 milioni di euro nell’ultimo anno, confermando il forte legame tra turismo e gestione della mobilità urbana.

Un caso particolare è quello di Perugia. Secondo le stime, gli incassi da sosta sarebbero molto elevati, anche in rapporto alla popolazione residente, ma i dati non risultano pubblici. La gestione delle aree di parcheggio è affidata alla società Saba, che ha comunicato l’impossibilità di fornire le cifre richieste, definendole informazioni riservate. Una scelta che rende impossibile un confronto diretto con gli altri capoluoghi umbri.

Scorrendo l’elenco degli altri comuni, emergono risultati significativi anche per Spoleto, con 670.611 euro, e Gubbio, che totalizza 665.328 euro. Nell’area del Trasimeno, Passignano registra 389.735 euro, mentre Castiglione del Lago segue con 379.490 euro. Todi si attesta a 295.245 euro, Cascia a 239.238 euro, mentre tra i centri di dimensioni più contenute si segnalano Montefalco con 150.900 euro e Narni con 146.959 euro.

Al di là delle cifre, le amministrazioni comunali ribadiscono che l’obiettivo della sosta a pagamento non è esclusivamente quello di incrementare le entrate, ma di regolare l’uso dello spazio pubblico, garantire la rotazione dei veicoli e disincentivare il traffico privato, soprattutto nei centri storici e nelle aree a maggiore pressione turistica.

Anche Assisi, pur registrando gli incassi più elevati, applica tariffe agevolate per i residenti, pari a 70 centesimi l’ora, con le prime due ore gratuite, mentre per i visitatori la prima ora di sosta costa due euro. Un sistema che punta a bilanciare le esigenze dei cittadini con quelle dei flussi turistici.

Nel complesso, i dati Siope restituiscono l’immagine di una sosta a pagamento sempre più centrale nella gestione urbana dei comuni umbri. Parcheggi e strisce blu rappresentano una risorsa economica rilevante, ma anche uno strumento di governo della mobilità, chiamato a conciliare ordine, accessibilità e sostenibilità nei contesti urbani più complessi.

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