A Narni Scalo, la storia di Giovanni, tredicenne affetto da Sma1 (atrofia muscolare spinale), e della sua insegnante di sostegno Sara De Sanctis è arrivata sul tavolo del Quirinale. La madre del ragazzo, Ilaria Ubaldi, ha scritto direttamente al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella dopo aver appreso, il 29 agosto, che la docente non sarà riconfermata per il terzo anno all’Istituto comprensivo di Narni Scalo. La causa, spiega la famiglia, non è irregolarità nelle procedure ma il normale funzionamento dei meccanismi di assegnazione e delle graduatorie: da qui nasce l’appello a valutare, nei limiti consentiti dalle norme, la particolare situazione del tredicenne.
Il legame tra Giovanni e la professoressa De Sanctis si è costruito in due anni, durante la prima e la seconda media, e per la famiglia rappresenta molto più di un semplice rapporto scolastico. Nella lettera indirizzata al Capo dello Stato, Ilaria Ubaldi scrive che l’insegnante “ha rappresentato molto più di una semplice insegnante” e che, grazie a una combinazione di competenza professionale e sensibilità, è riuscita a creare “un ponte comunicativo ed empatico che nessuno era mai riuscito a costruire prima d’ora”.
Giovanni convive con una patologia rara e severa fin dai primi mesi di vita ed è seguito dal Centro Nemo del Policlinico Gemelli di Roma sin da quando aveva sette mesi. Secondo il racconto della madre, è stato proprio con l’ingresso alla scuola media che nella vita del ragazzo è arrivata una svolta significativa, in particolare nella capacità di comunicare e relazionarsi con compagni di classe e insegnanti. La continuità educativa garantita in questi due anni ha permesso a Giovanni di frequentare le lezioni con regolarità, un traguardo che la famiglia definisce eccezionale.
I primi risultati del lavoro
Tra i risultati concreti di questo percorso didattico c’è il cortometraggio “Futuro – Possiamo arrivare dappertutto, insieme!”, realizzato dall’intera classe con Giovanni come protagonista. Il lavoro, incentrato su un messaggio di inclusione scolastica, ha ottenuto riconoscimenti anche a livello nazionale, diventando un simbolo del rapporto costruito tra il ragazzo e la sua classe.
Già lo scorso maggio la famiglia aveva formalmente presentato la richiesta di continuità educativa, nella speranza che la professoressa De Sanctis potesse proseguire l’accompagnamento di Giovanni anche in terza media. La comunicazione della mancata conferma, arrivata a fine agosto, ha invece messo in discussione questo percorso. Nella lettera a Mattarella, la madre sottolinea il rischio concreto: “Giovanni si troverà a dover ricominciare da capo con un nuovo insegnante”, con la conseguenza di “spezzando un legame di fiducia ed empatia costruito in due anni di enormi progressi, mai registrati in precedenza”.
Oltre al Presidente della Repubblica, della vicenda sono stati informati anche altri soggetti istituzionali competenti: il ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara, il direttore generale dell’Ufficio scolastico regionale per l’Umbria Ernesto Pellecchia, la dirigente dell’Ufficio scolastico territoriale di Terni Gilda Giancipoli e l’Autorità garante nazionale dei diritti delle persone con disabilità. L’obiettivo dichiarato dalla famiglia non è contestare le regole applicate, ma sollecitare una verifica su eventuali margini, compatibili con la normativa vigente, per non interrompere un percorso educativo che ha già prodotto risultati misurabili.
Per Giovanni, la professoressa Sara De Sanctis non è stata soltanto un’insegnante di sostegno, ma la persona che ha saputo individuare una chiave comunicativa speciale, costruendo giorno dopo giorno quel ponte verso la scuola e verso gli altri che oggi la famiglia teme possa interrompersi.
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